vento

IL SOLE (dejà vu)

 

C’È UN SOLE ASSOPITO…

TATUATO SUL MIO POLSO

STA QUI A RICORDARMI

QUANTO TEMPO È TRASCORSO.

UNO STEMMA D’AMORE, INCISO SULLA PELLE,

IN UNA SERA D’ESTATE 

TEMPESTATA DI STELLE.

SOLE EMBLEMA, FOLLIA DI UN MOMENTO,

IN CUI BACIANDOTI NEL VENTO

TI GIURAI AMORE ETERNO.

VENT’ANNI SON PASSATI DA QUEI DUE RAGAZZI…

BUTTATA SUL DIVANO,

SORRIDO,

SCORRENDO QUESTI MIEI ANNI PAZZI.

CHISSÀ, DOVE STA ADESSO QUEL RAGAZZO

E IL SUO AMORE PURO

SE SI È FATTO UOMO DAL CUORE DURO

O È RIMASTO DOLCE VERAMENTE

OGGI ACCESO RICORDO…

IN QUESTA MIA MENTE.  

CHISSÀ, SE AMA BENE

IN QUALCHE ANGOLO DI MONDO,

MENTRE IL  NOSTRO SOLE

PER MANO AI RICORDI FA GIROTONDO.

CHISSÀ, SE ANCHE LUI RIPENSA,

AL TEMPO TRASCORSO

GUARDANDOSI LO STESSO MIO SOLE…

INCISO SUL POLSO.  

 

DISTRATTA  2009

PIANETA MARTE

 

VOLTEGGIO TRA LE DITA

UNA POLAROID ORAMAI SBIADITA.

CI SONO DUE BIMBI

IN UNA CHIOSTRA DI CEMENTO

 GUIZZANTI GLI OCCHI, 

 I CAPELLI SMOSSI DA UN FILO DI VENTO.

E’ IL MILLENOVECENTO 73

IN QUELLA FOTO CI SIAMO IO E TE.

RITORNO INDIETRO NEL TEMPO

E A QUANTO LA VITA

 SIA SOLO UN MOMENTO

CHE CORRE VELOCE E SENZA MISURA,

FREGANDOSENE DI CHI

TALVOLTA HA PAURA.

ERANO ANNI POVERI MA BELLI.

ERANO GLI ANNI DI DUE FRATELLI

CHE COMINCIAVANO A STUDIARSI

ANCHE GIOCANDO A SPINTONARSI.

LA MEMORIA SALTELLA DI RICORDO IN RICORDO

PRIMA SI FERMA E POI RIPARTE

DESTINAZIONE: PIANETA MARTE.

CON UN BALZO TORNO AL PRESENTE

E A QUANTO SIA DURA

VOLENTE O NOLENTE

AFFRONTARE TORTI E DOLORI

CHE PUÒ DARTI UN’ALBA…

 NON SEMPRE A COLORI.

ORA CHE I BIMBI SON STATI DIVISI

DA ‘STA  VITA PUTTANA

DA QUATTRO SORRISI

 DISTRATTA

CHE AMICA SEI

 

A Dis.

 

Quando sei quietamente immersa nel tuo laboratorio, di notte,

sembri un angelo
 e chiedo al sole di rimandare l’alba.

Se avessi la sfera magica, farei di te l’onda 
perfetta e del mare il tuo  

mondo.

Tu sei quella che io non sono.
 Sei l’abbraccio.
 Sei quel sorriso in me  

sfiorito.
 E se io fossi il mare, ti terrei sull’isola delle Speranze
e guarirei le  

tue ferite. Se fossi Arte, farei di te una statua d’avorio e rame.


Plasmerei le tue rughe, toglierei quel solco di dolore 
e farei de te l’icona  

dell’amore.

Se irrimediabilmente scendessi nelle piaghe degli inferi
 farei del fuoco solo  

ghiaccio per render fresca
 quella tua malinconia.

Sei nata dal dolore,
sei cresciuta nel nome dell’amore,
sei cosparsa di ferite,


sei TE che sorreggi me. Sei amica mia e oltre.

Tu SEI mare.

E niente di più bello 
questo mondo ha regalato mai.

 

Vento

http://semprevento.wordpress.com/

TUTTI I DIRITTI SON RISERVATI

DISTRATTAMENTE SEI QUI

IL SUO AFFETTO.. 

 

Quando sei quietamente immersa nel tuo laboratorio di notte, sembri un angelo
e chiedo al sole di rimandare l’alba.

Se avessi la sfera magica, farei di te l’onda perfetta e del mare il tuo mondo.

Tu sei quello che io non sono.
Sei l’abbraccio.
Sei quel sorriso in me sfiorito.
E se io fossi il mare ti terrei sull’isola delle speranze
e guarirei le tue ferite.

Se fossi Arte farei di te una statua d’avorio e rame.
Plasmerei le tue rughe,toglierei quel solco di dolore
e farei de te l’icona dell’amore.

Se irrimediabilmente scendessi nelle piaghe degli inferi, farei del fuoco solo ghiaccio

per render fresca
quella tua malinconia.

Sei nata dal dolore,
sei cresciuta nel nome dell’amore,
sei cosparsa di ferite,
sei TE che sorreggi me.

Sei amica mia e oltre.

 

 

Vento per DISTRATTA

tutti i diritti sono riservati

 

IVANA

  

Mi è stato suggerito di descrivere le foto. Mica è facile. E allora mi avvalgo di un supporto. Il Mare, stupendamente grande e potente. Espressione viva, intensa di quello che l’amore è. Ho fatto tra il venerdì sera e la domenica pomeriggio circa 350 foto. Il lavoro che mi aspettava a casa era senza dubbio un lavoro di quelli che si fanno con il batticuore. Rivedere i colori, assaporare i densi profumi, i dettagli. Mi piace scattare tutto quello che esercita in me curiosità. E tra i tanti scatti di mare che ormai conosco bene, quello delle isole, ci sono anche quelli terreni. Colmi di colori allegri. L’isola d’Elba ne è piena. Quell’angolo di paradiso è un angolo quasi immacolato. Piuttosto surreale. A maggio è ancora tranquillo.

Poca gente, quanto basta a render viva una spiaggia.

I bagnini sono già all’opera planando su quel mare calmo ad ancorare le boe di sicurezza. I ristoranti aprono le finestre ed accolgono quella brezza che fa quasi compagnia. I giardini, i muretti , i vasi son ricolmi di colori. Belle quelle piante grasse, particolari i cactus che fioriscono una volta l’anno. Fanno dei fiori che visti nel dettaglio ti chiedi come possa Madre Natura essere così precisa. Si aprono al sole con una grazia incredibile

dipingendo una corolla rigogliosa dal giallo tenue, al bianco, al rosa delicato. Sono uno spettacolo senza pari. Già, e lei mi ha chiesto di fotografarli perché essendo un evento raro…e poi Carmen è così brava a cogliere il dettaglio. Ma quel che è bello è bello e va colto all’istante.

Le margherite gialle, bianche e viola, le violette, le rose le calle, spuzzi arancioni, rossi allegri, verdi intensi e chiari, tra pini e ulivi.

La polverina gialla dei pini che si confonde con il colore neutro delle pietre. Una tela incantata creata con magistrale fantasia ma senza alterazioni cromatiche. Ogni colore va a braccetto con l’altro, si sposa, si ama, si perpetua nell’immensa distesa azzurra con tutto l’amore possibile. Lei, isola d’Elba, arroccata tra scale antiche e vicoli, dalle case gentili e dai balconi in pietra, dai mattoni rossi alla frescura delle quattro mura, con gli stoini quasi trasparenti e le persiane in legno scuro e verde intenso. Eccola lì, non avevo idea di quanto fosse bella, una gabbia d’oro e sabbia. A tratti costretta, a tratti talmente libera per restarci una vita. Quante volte ho sognato di svegliarmi al mattino, aprire le finestra

e trovarmi lì, davanti al mare…Pianosa all’orizzonte mi saluta e Lui protagonista assoluto, il Mare, davanti a me. Per chi ama il Mare sa quello che sento. Quell’immenso azzurro che si definisce a riva col suo smeraldo e turchese chiaro e quasi bianco e trasparente… Scollature infinitesimali di tocchi d’angelo e volteggi di fate in un aria serena. Musica d’autore come un’arpa millenaria che mai muore ma si rinnova ad ogni tocco pizzicato. Il Mare, centro del mio cuore e del Tuo. Unica e irripetibile sensazione, perché come una musicoterapia mi avvolge e mi rimanda a sensazioni ovattate da una delicata brezza mattutina. Bellissima sensazione accompagnata da uno scatto voluto, con la mano tremolante ma sicura di un ricordo inalterato nel tempo. E lo è. Resta nel cassetto, nel castello sabbioso, pronto a ricostruirsi ad ogni mareggiata, ad ogni onda che ne porta via un PEZZO. C’è una bambina che con gli occhi di mare prende una paletta , un secchiello colorato e si mette con impegno e sguardo attento a ricoprire le falle, a sistemare la torre, a riordinare i merletti. Foto bellissima di una bambina che corre verso il mare a bocca aperta come a volerlo bere tutto. E ride insieme alle sue amiche,

e sfoggia una muta nera e fucsia come un sub esperto. E lo è. Come la madre. Impressionante la somiglianza. Due gocce di Mare. La camminata uguale e l’intelligenza più che acuta. Quegli scatti , si, li ho dentro al cuore. Cuore che ha pianto, che si è infranto perché un soffio di vento ha mosso la mano sbagliata. E perché volevo regalare a quella donna meravigliosa il suo fiore tanto raro. Si dice sempre in questi casi. Pazienza ci sarà un’altra occasione. Ci sarà un’altra finestra, la stessa, da aprire per cogliere il fantastico dettaglio di una maniglia rotonda in ferro, dal quale sbuca un colore inconsueto. Ci saranno ancora i bei colori, come la ninfea della fontana a forma di rana grande. Ci saranno ancora fiori dai petali bianchi rossi gialli viola. E muri in pietra, e scale e salite e curve e discese e panorami mozzafiato. Ci sarà una caletta da fotografare, un amore, un segreto. Ci saranno ancora i tuoi soprammobili affascinanti, le tue foto…

le pareti arancioni e quello specchio dalla cornice di latta. Ho scattato i particolari.. quel lucchetto vecchio che ancora si apre… i cardani in legno, il trombone ed un cappello. La rosa di cera bianca le rose che mi ha regalato la principessina. Ed i suoi sorrisi. Ci sarà ancora la Nina, dagli occhi dolci e il cuore delicato. Kiro no, non ci sarà la prossima volta. Ha fatto troppo male alla tua cocca bianca. Ci sarà ancora quel silenzio ben marcato nella notte che mi impediva di dormire. E che poi mi ha coccolata tutta la notte. Ci sarà ancora quel cielo scuro scuro tappezzato di stelle.

Ed il bello è che ho capito il perché è così basso di notte. Ci sarà sempre ogni dettaglio. Ogni scatto e ogni odore. Sono così. Dentro me è un cumulo di amore. Ogni isola ha il suo fascino indiscutibile. Mi attrae , mi assorbe in un ritornello gioioso. Mi solleva da terra. Mi fa sentire oceanica onda, che muore sulla riva e poi rinasce in una danza a piedi scalzi.

Come te, cara Barbara. Ti voglio bene.

 

vento

 

 

MAGISTRALE ESTERNAZIONE

DI SENSAZIONE E SENTIMENTI.

PIU’CHE DESCRIZIONE DI FOTO,

ANDATE PERDUTE..

DOMENICA MATTINA,

IN GIRO PER I VICOLI DEL PAESE

MI HAI CHIESTO:

COME MAI TI SEI FERMATA A VIVERE

QUA’?

TI HO GUARDATA SENZA RISPONDERE.

RICORDI?

ADESSO LO SAI.

LA RISPOSTA STA TRA QUESTE TUE

PAROLE.

E PER NULLA AL MONDO,

POTREI ABBANDONARE QUESTO MIO

PARADISO.

BUON COMPLEANNO IVANA,

TI VOGLIO BENE ANCH’IO.

 

 

DIS. 

TESTO DELL’ AMICA SEMPREVENTO

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

LEI, IL MIO VENTO

 

Come avrai notato ogni tanto scorro il tuo mondo.
E niente di te è cambiato.
Bella, tanto da restare senza fiato.
Nel tuo scrivere si coglie sempre quel velo immacolato

che ti tiene aggrappata alla tua isola.
Capirti non è spesso facile,

ma questo fa parte del tuo modo di essere donna,

in assoluta simbiosi col mare,

che oggi è quieto e stanotte s’arrabbia.
DIStrarti da quella snervante attesa, magari potessi farlo.

Ma son certa che TE apprezzi il mio sforzo.
Mica è facile starti vicino.
Io respiro spesso la tua aria di donna e di bambina.
Sei più fragile di quanto pensassi.
Eppure mi scopro emozionata e intimorita dai tuoi silenzi,

dal tuo intercalare.
Sei dolce come zucchero filato e impenetrabile

nella tua compostezza.

Io, solo giullare al tuo cospetto, che salto e t’imploro un sorriso.

Insegnarti qualcosa?

Ardua impresa mia cara.
La vita se molto ti ha dato, troppo ti ha tolto.
La stupida è lei, che incosciente e da buona cortigiana

ti ha teso una trappola e te ci sei caduta.
Ma quei fili, come capelli di seta,

aspettano una meravigliosa rinascita,

la tua.
Ecco tutto, mia amata Barbara.
Come sempre il vento non smette mai di accarezzarti.

 

 

ventodeldeserto sand

TUTTI I DIRITTI SON RISERVATI