te

L’UNICO AMICO

 

L’unico amico che ho

potrebbe fare anche il mendicante.

Fa lo stesso.

So che l’unico amico che ho

è la persona a cui voglio un bene dell’anima

e che tenta di studiarmi

per capire chi sono.

Ecco perché unico.

So che l’unico amico che ho

è la parte di me andata persa col tempo,

ma mai sotterrata completamente.

L’unico amico che ho è già parte di me.

Non della mia vita, ma di me.

L’unico amico che ho,  

sei te.

E di meglio non potrei chiedere.

Nemmeno al mio miglior amico. 

 

 

DISTRATTA

 

.

I SAPORI PIU’ DELICATI

 

Ho messo la tovaglia più bella

e al centro ho messo una rosa bianca

di pezza.

Ho messo le posate di rame

per assorbire la magica energia

che scorre nella tua anima.

Ho messo in tavola

i sapori più delicati

da unire alla tua essenza

per gustare la delicatezza del tuo respiro.

Ho acceso una bianca candela

per esaltare la tua purezza

e diffondere intorno

l’ombra del tuo mistero.

Ho versato nei calici acqua pura

per arrivare alla tua sorgente

e dissetarmi della tua vitalità.

Ho aperto la finestra,

e aspetterò che un alito di vento

ti sfiori i capelli

e poi guarderò

lo schiudersi delle fragili gemme

che ornano i battiti del tuo cuore.

Ora come un germoglio

apri le braccia e sboccia.

Affascinami con la volontà che c’è in te

tu puoi..

E allora siediti a questa mia tavola

e ascoltami.

Perché ti parlerò ancora di te

 

 

DISTRATTA

 

.

A TE SI ARRIVA

romantic_love-1

Silenziosamente, per Te.

 

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stata con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient’altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermato.
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio, che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni, i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stata mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stata.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità, ritornare un’altra volta,
ripetere mai uguale quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni, delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stata
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stata con te
si va solo con te, attraverso te.

(Pedro Salinas)

 

PENSIERO

 pensierosa

IL MIO PENSIERO

STASERA E’ PER TE

TE

CHE HAI TRACCIATO

NEL MIO PERCORSO

QUESTA DELICATA LINEA

CHIAMATA AMICIZIA

TE

CHE HAI DISCHIUSO

LA ZONA BUIA

DELLA MIA EMOTIVITA’

TE

CHE MI HAI RESA COMPLICE

DI PENSIERI

LACRIME E SORRISI

TE

CHE SEMPRE E DA SEMPRE

RASSERENI

QUESTA MENTE

DELIZIANDOMI LO SPIRITO

 

 

DISTRATTA 

 

 

 

PERLARARA

 

perla 

IL MIO PENSIERO

STASERA E’ PER TE.

TE ..

CHE HAI TRACCIATO

NEL MIO PERCORSO

QUESTA DELICATA LINEA

CHIAMATA AMICIZIA

TE ..

CHE HAI DISCHIUSO

LA ZONA BUIA

DELLA MIA EMOTIVITA’

TE ..

CHE MI HAI RESA COMPLICE

DI PENSIERI

LACRIME E SORRISI

TE ..

CHE SEMPRE E DA SEMPRE

RASSERENI

QUESTA MENTE

DELIZIANDOMI LO SPIRITO

 

 

DISTRATTA 

 

 

GLI OCCHI PARLANO

 

MARCO 

 Ecco ancora i tuoi occhi

che appaiono nel loro colore vero

in questa ultima foto che ho di te.

Ci passa dentro tutto il nostro mare

e la misura reale di quanto siamo lontani,

belli ermetici

e chiusi a custodire

oltre le pupille

tutto quello che è stata la tua vita,

da cui non esce un sospiro, un lamento

e nemmeno una gioia.

Rimane tutto là dentro.

Perché gli occhi parlano e sono inequivocabili.

Sempre.

Così diversi dai miei, che sono meno nobili,

che sono più nomadi.

E sono certamente figlia del mare.

E tu del cielo.

Ti mando un bacio,

un abbraccio

che diventa immagine

e come sempre ti lascio un po’ di me.

Anche se poco

per quello che hai lasciato te. 

 

 

 

DISTRATTA

 

 

IVANA

  

Mi è stato suggerito di descrivere le foto. Mica è facile. E allora mi avvalgo di un supporto. Il Mare, stupendamente grande e potente. Espressione viva, intensa di quello che l’amore è. Ho fatto tra il venerdì sera e la domenica pomeriggio circa 350 foto. Il lavoro che mi aspettava a casa era senza dubbio un lavoro di quelli che si fanno con il batticuore. Rivedere i colori, assaporare i densi profumi, i dettagli. Mi piace scattare tutto quello che esercita in me curiosità. E tra i tanti scatti di mare che ormai conosco bene, quello delle isole, ci sono anche quelli terreni. Colmi di colori allegri. L’isola d’Elba ne è piena. Quell’angolo di paradiso è un angolo quasi immacolato. Piuttosto surreale. A maggio è ancora tranquillo.

Poca gente, quanto basta a render viva una spiaggia.

I bagnini sono già all’opera planando su quel mare calmo ad ancorare le boe di sicurezza. I ristoranti aprono le finestre ed accolgono quella brezza che fa quasi compagnia. I giardini, i muretti , i vasi son ricolmi di colori. Belle quelle piante grasse, particolari i cactus che fioriscono una volta l’anno. Fanno dei fiori che visti nel dettaglio ti chiedi come possa Madre Natura essere così precisa. Si aprono al sole con una grazia incredibile

dipingendo una corolla rigogliosa dal giallo tenue, al bianco, al rosa delicato. Sono uno spettacolo senza pari. Già, e lei mi ha chiesto di fotografarli perché essendo un evento raro…e poi Carmen è così brava a cogliere il dettaglio. Ma quel che è bello è bello e va colto all’istante.

Le margherite gialle, bianche e viola, le violette, le rose le calle, spuzzi arancioni, rossi allegri, verdi intensi e chiari, tra pini e ulivi.

La polverina gialla dei pini che si confonde con il colore neutro delle pietre. Una tela incantata creata con magistrale fantasia ma senza alterazioni cromatiche. Ogni colore va a braccetto con l’altro, si sposa, si ama, si perpetua nell’immensa distesa azzurra con tutto l’amore possibile. Lei, isola d’Elba, arroccata tra scale antiche e vicoli, dalle case gentili e dai balconi in pietra, dai mattoni rossi alla frescura delle quattro mura, con gli stoini quasi trasparenti e le persiane in legno scuro e verde intenso. Eccola lì, non avevo idea di quanto fosse bella, una gabbia d’oro e sabbia. A tratti costretta, a tratti talmente libera per restarci una vita. Quante volte ho sognato di svegliarmi al mattino, aprire le finestra

e trovarmi lì, davanti al mare…Pianosa all’orizzonte mi saluta e Lui protagonista assoluto, il Mare, davanti a me. Per chi ama il Mare sa quello che sento. Quell’immenso azzurro che si definisce a riva col suo smeraldo e turchese chiaro e quasi bianco e trasparente… Scollature infinitesimali di tocchi d’angelo e volteggi di fate in un aria serena. Musica d’autore come un’arpa millenaria che mai muore ma si rinnova ad ogni tocco pizzicato. Il Mare, centro del mio cuore e del Tuo. Unica e irripetibile sensazione, perché come una musicoterapia mi avvolge e mi rimanda a sensazioni ovattate da una delicata brezza mattutina. Bellissima sensazione accompagnata da uno scatto voluto, con la mano tremolante ma sicura di un ricordo inalterato nel tempo. E lo è. Resta nel cassetto, nel castello sabbioso, pronto a ricostruirsi ad ogni mareggiata, ad ogni onda che ne porta via un PEZZO. C’è una bambina che con gli occhi di mare prende una paletta , un secchiello colorato e si mette con impegno e sguardo attento a ricoprire le falle, a sistemare la torre, a riordinare i merletti. Foto bellissima di una bambina che corre verso il mare a bocca aperta come a volerlo bere tutto. E ride insieme alle sue amiche,

e sfoggia una muta nera e fucsia come un sub esperto. E lo è. Come la madre. Impressionante la somiglianza. Due gocce di Mare. La camminata uguale e l’intelligenza più che acuta. Quegli scatti , si, li ho dentro al cuore. Cuore che ha pianto, che si è infranto perché un soffio di vento ha mosso la mano sbagliata. E perché volevo regalare a quella donna meravigliosa il suo fiore tanto raro. Si dice sempre in questi casi. Pazienza ci sarà un’altra occasione. Ci sarà un’altra finestra, la stessa, da aprire per cogliere il fantastico dettaglio di una maniglia rotonda in ferro, dal quale sbuca un colore inconsueto. Ci saranno ancora i bei colori, come la ninfea della fontana a forma di rana grande. Ci saranno ancora fiori dai petali bianchi rossi gialli viola. E muri in pietra, e scale e salite e curve e discese e panorami mozzafiato. Ci sarà una caletta da fotografare, un amore, un segreto. Ci saranno ancora i tuoi soprammobili affascinanti, le tue foto…

le pareti arancioni e quello specchio dalla cornice di latta. Ho scattato i particolari.. quel lucchetto vecchio che ancora si apre… i cardani in legno, il trombone ed un cappello. La rosa di cera bianca le rose che mi ha regalato la principessina. Ed i suoi sorrisi. Ci sarà ancora la Nina, dagli occhi dolci e il cuore delicato. Kiro no, non ci sarà la prossima volta. Ha fatto troppo male alla tua cocca bianca. Ci sarà ancora quel silenzio ben marcato nella notte che mi impediva di dormire. E che poi mi ha coccolata tutta la notte. Ci sarà ancora quel cielo scuro scuro tappezzato di stelle.

Ed il bello è che ho capito il perché è così basso di notte. Ci sarà sempre ogni dettaglio. Ogni scatto e ogni odore. Sono così. Dentro me è un cumulo di amore. Ogni isola ha il suo fascino indiscutibile. Mi attrae , mi assorbe in un ritornello gioioso. Mi solleva da terra. Mi fa sentire oceanica onda, che muore sulla riva e poi rinasce in una danza a piedi scalzi.

Come te, cara Barbara. Ti voglio bene.

 

vento

 

 

MAGISTRALE ESTERNAZIONE

DI SENSAZIONE E SENTIMENTI.

PIU’CHE DESCRIZIONE DI FOTO,

ANDATE PERDUTE..

DOMENICA MATTINA,

IN GIRO PER I VICOLI DEL PAESE

MI HAI CHIESTO:

COME MAI TI SEI FERMATA A VIVERE

QUA’?

TI HO GUARDATA SENZA RISPONDERE.

RICORDI?

ADESSO LO SAI.

LA RISPOSTA STA TRA QUESTE TUE

PAROLE.

E PER NULLA AL MONDO,

POTREI ABBANDONARE QUESTO MIO

PARADISO.

BUON COMPLEANNO IVANA,

TI VOGLIO BENE ANCH’IO.

 

 

DIS. 

TESTO DELL’ AMICA SEMPREVENTO

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI

DOLCE DONNA


 

Te

che mi sai di donna

 e sai di dolce.

 Te

che dipingi il mondo

e mi sorridi al bar.

Che il mondo

m’è scomparso attorno

e poteva essere un’ora

o un giorno

fa lo stesso.

Te

che dissolvi i miei pensieri

DIStricandoli uno ad uno.

Che sai dell’ isola

il mare e il cielo.

E il faro illumina

con il mare dei tuoi occhi,

senza le lenti scure

questa volta,

la vita di chi

la vita in te ha trovato

 

 

    

 

Marco Vasselli

– 2011 –

per – ÐιکTRATTA

© Tutti i diritti sono riιکervati