SILENZIO

AMABILE VELENO

 

 

Abbandonami

nel tepore del mio silenzio

affinché mi senta viva.

Al mattino il mio desiderio

è di franare nuovamente nel buio.

Meglio senza sogni.

I pensieri giacciono a terra

il respiro si fa oscillante.

L’armonia scorre gelida

tra cuore e vene.

Come il più amabile veleno.

Nulla di più chiedo.

Vivere nella silente culla

che non ti appartiene

 

 

 

DISTRATTA

 

 

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PEZZI DI VETRO

 

Ogni mattina ti svegli con le tue certezze. Sai di vivere sotto una campana di vetro. Riesci a percepire tutto ciò che sta oltre. Questo tuo spessore però non riesci a sentirlo. Una mattina ti capita poi di scorgere una piccola fessura, in quella campana, ma non le dai troppa importanza. In fondo, quel tuo spessore, ti permette di indugiare al sicuro. In seguito succede che la fessura si amplia e non la trattieni… La vedi elevarsi fino all’estremità. Allora inizi ad angosciarti. I pensieri si fanno padroni della testa e mentre la campana va in frantumi, il panico ti afferra. Perché le tue sicurezze adesso, precipitano assieme a quei pezzi di vetro. Ti ritrovi in silenzio con gli occhi sigillati. E vai cercando il coraggio, che a rilento trovi.

Dischiuderli.

Ora lo riesci a sentire, ci stai dentro. Ora sei fortunata. Riesci a vivere di quelle piccole cose che prima davi per scontate. Ora comprendi che tutto ti può toccare. Ora pensi… “comincio a vivere veramente”.

E sarà stupendo.

DISTRATTA

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IL PARADISO

 

 

Questa sera

seduta sul mio gradino

osservo il paradiso.

Resto in questo posto

derelitta a me

cercando silenzio

tra le stanze vuote dell’anima.

E finalmente sola

viaggio  

fuori dal mondo.

Cercandomi.

 

 

DISTRATTA 

NEL SILENZIO

tisentous7 

 

Sento il tuo profumo

su questa pelle ormai snervata.

Nei tuoi occhi colmi di me

la luce è fuggita via.

Respiro la tua aria

ed è per questo che ancora son viva.

Nel silenzio di questi corpi

ascolto  quelle parole dette e non capite.

Paura ne sento

ma non esiste nulla che riesca a farmi smettere.

In questo tramonto io vivo.

In quello di ieri sarei voluta solo morire.

Di notte, mentre cammino,

vorrei sentire solo la tua bocca

che è brivido per me

e la notte mi nutro di quei tuoi sorrisi

che mi regali di giorno.

Se non in questa, 

in un’altra vita le nostre anime staranno assieme.

Potrei svanire dalla tua vita

anche tra qualche ora

ma mai potrò cancellarti dalla mia.

Sei quella luce che scatena l’alba nuova.

Sei quell’angelo che vive dentro di me. 

 

 

DISTRATTA

 

 

 

L’ULTIMO MESSAGGIO

MESSAGGIO 

Ricordo perfettamente come dopo,

tutti loro, si adoperassero ostinatamente

nel voler rintracciare il messaggio.

Io al contrario sapevo di non poter dissotterrare nulla.

In alcun posto.

Una colpa, una recriminazione, un insulto, una delucidazione..

Che cosa esattamente tutti loro andavano cercando.. cosa.

La risposta era dentro di noi. Dentro di me.

Chiara, nitida, lampante.

L’estremo messaggio, eran tutti quei messaggi

che aveva lanciato, in silenzio. A tutti noi.

Con inquietudine, con rispetto, con amore. Da sempre.

 

DISTRATTA

 

 

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IO COME VOI SONO STATA SORPRESA

 merini

Io come voi sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
buttata fuori dal mio desiderio d’amore.
Io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
Io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
Io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
Io come voi ho soccorso il nemico
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato cosa sia il Signore,
poi dall’idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come colomba viva.
Io come voi ho consumato l’amore da sola
lontana persino dal Cristo risorto.
Ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell’uomo, che è la scienza mia. 

 

Alda Merini

 

 

LE PAROLE SILENZIOSE

IN SILENZIO

Sono le parole più silenziose quelle che portano la tempesta

 

https://distratta70.wordpress.com/2011/12/11/questo-per-me-e-il-natale-2/

 

Ho bisogno di silenzio
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore
non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.

Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina

disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.

Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.

Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.

Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

 Alda Merini 

 

 

 

APRO LA SIGARETTA

 

ieri

 

Apro la sigaretta
come fosse una foglia di tabacco
e aspiro avidamente
l’assenza della tua vita.
È così bello sentirti fuori,
desideroso di vedermi
e non mai ascoltato.
Sono crudele, lo so,
ma il gergo dei poeti è questo:
un lungo silenzio acceso
dopo un lunghissimo bacio.

 

(Alda Merini)

 

 

DIS. 

 

 

SILENZIO E VUOTO

 silenzio

 

Han detto che sei scomparso per amarezza. Ma che ne sanno loro.

Io sì. Io sì che so.

In te albergava meno infelicità di quanta ce ne sia in chi si ricorda di te.

Sei scomparso, perché tentavi di trovare la gratificazione, arrischiando di

trovare il nulla.

Dovrò attendere il mio turno per conoscere ciò che te hai trovato.

O se mi aspettano silenzio e vuoto.

Chiunque ti ha conosciuto ripassa ogni tuo atto al bagliore dell’ultimo,

fiatando di te si avviano dalla fine, per poi risalire nel tempo.

Nessuno mai che raccontasse cominciando dall’inizio.

E allora ecco che l’atto finale è divenuto quello fondante.

Tutte cazzate.

Quel tuo istante finale ha mutato la tua vita. Ma solo ai loro occhi.

Ai miei è tanto inaccettabile da partorire in me

l’alienazione di credere nella tua eternità.

 

 

DISTRATTA

 

 

INCHIOSTRO

 Inchiostro

 

E’ l’alba.

Fuori pioviggina ancora

e su questi vetri

battono assillanti

le dita glaciali del vento.

Nella testa si ammassano pensieri.

Impassibile un pezzo di carta attende

le mie espressioni.

Ma l’anima è infelice.

Il cuore snervato.

Addosso a queste righe

ambiguo

incede l’inchiostro.

 

 

 

DIS.