SEMPLICE

FINO ALL’ANIMA

Stamani non lo so, c’è qualcosa di strano che non so. L’aria puzza di scirocco e la luce che questo giorno esala è inconciliabile con quella dei miei occhi. Ho chiamato appena sveglia. Ho chiamato subito dopo il primo caffè. Anche per lui è una giornata no, questa. La nausea lo accompagna dalle prime ore del mattino e schizzerei di gioia se, per una volta, avessi la certezza che tra poco passa. Credo invece che questa gioia non si presenti mai più. Ci sono dei momenti, durante la giornata, in cui mi chiedo se ci sia qualcuno che riesca a comprendere il valore della vita e la fortuna dell’esser sano. L’importanza di star bene. Se c’è la consapevolezza che ogni rito quotidiano, ogni semplice gesto banale e scontato possa essere per altri un’utopia, un qualcosa d’irraggiungibile, d’inverosimile ormai. Quando lascio la sua stanza, e sono sempre l’ultima a farlo, i suoi occhi mi penetrano fino all’anima. Son occhi tristi, dolorosi, impauriti, lucidi, fendenti. Lacerano ogni più piccolo millimetro della mia testa, della mia pelle, dei miei pensieri, del mio stomaco. E’ un sottile masochismo che mi concedo ogni volta che esco da lì. Voglio che quello sguardo sia solo per me e per nessun altro. Così, devastante e indissolubile. Domani starò con lui qualche ora in più. Da sola. Domani partirò da sola. Perché sento che quelle ore a breve, non ci saranno più. Non voglio svegliarmi dopo con l’angoscia di non aver speso abbastanza tempo con lui. Utopia. Utopia anche questa. Perché so, che succederà lo stesso. Non gli porterò foto o disegni della piccola e nemmeno racconterò domani delle giornate che si trascorrono qui. Porterò solo me stessa e quello che io e lui siamo stati in tutti questi anni. I giorni passati. Il nostro vissuto. Voglio strappargli un sorriso invocando quelle cose che gli ho tenuto nascosto fin da bambina. Domani questo gli vorrò portare. Domani questo mi vorrò concedere. 

 

DISTRATTA 2009

.

INCLINAZIONI

 

 

 

MI SQUARCIO

NEL RICONOSCERE

COSA M’HA SCARAVENTATA

IN QUESTO INFINITO

DOVE MENTE E MATERIA

NON SI ASSESTANO.

DOVE SEMPLICE NON E’

GRADIRE D’ESSER CIO’ CHE SEI.

PARCHEGGIO IL MIO PENSIERO,

INSOLENTE MENTE DISTRATTA,

DISCOLPANDO LA MIA INADEGUATEZZA

CON INCLINAZIONI 

ASTRATTE E IRRAZIONALI

 

 

 

DIS.

VIVERE NON E’ FACILE

Proprio non bastano
le mie scuse ormai mi annoiano
io sono qui e vivo come pare a me
il fatto più strano e illogico
è che nonostante che lo so
continuo a fare debiti
con me

vivere non è facile..

sono fin troppo comodi
i “non ho tempo, sai” e gli “scusami”
quello che vuoi non lo sai nemmeno te
il fatto più strano e illogico
è che nonostante che lo so

continuo a farmi fottere

da me

vivere non è facile..

sarebbe molto semplice
se almeno avessi un complice

col quale condividere

quest’avventura inutile

il fatto più strano e illogico
è che nonostante che lo so
continuo a fare debiti
con me

vivere non è facile..

sarebbe tutto semplice
se almeno avessi un complice
che mi facesse ridere
di tutte queste favole

il fatto più strano e illogico
è che nonostante che lo so
non mi so difendere
da me

vivere non è facile..

DIS.