SCHEGGE

Schegge di vetro

Respiro tenacemente solo la mia essenza.

Tutto mi è distante.

Respingo abbagli, esigenze e doveri

che perpetuamente

come sirene di Ulisse

echeggiano considerazione.

Ostinata genero percezioni

mai comprese  

(da stabili esistenze e da presenze barcollanti)

rifiutando distrazioni

per raccogliermi sostanzialmente sulla mia, distrazione.

Schernisco l’idea di riflettermi

su presunte schegge di vetro

così l’animo mio

finalmente si placa.

   

DISTRATTA

COME IL MARE

 

Ho frugato nel tuo mondo.

Ho scovato frammenti di te.

Tante schegge di te.

E ti ho visto

ancora

sensuale come sempre.

Dietro ai miei occhiali neri

ho rivisto 

i tuoi mirabili occhi fendenti.

Apici profonde

della tua anima ribelle.

Ti ho cercato tra le tue poesie e nei tuoi scatti.

Incendio notturno

su corpo che acceso fu.

Quando batterai alla mia porta

sarò lì

pronta ad aprire.

Fino a quel momento ti aspetterò.

Come il mare aspetta

che il sole al tramonto

sprofondi 

nelle sue acque azzurre. 

 

 

DISTRATTA

 

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