ROMA

IO, TE E GAUGUIN

 

Come un flashback ricordo Roma e quella galleria. Si e no un centinaio di opere. Finalmente le sue. I dipinti, gli schizzi e quei busti testimoniavano il tratto così raffinato, lieve, delicato. Spiccò in me immediatamente quel suo magico vagheggiare. Il richiamo alla cultura, gli infiniti mutamenti di quella pittura diluita all’esotico, così colta e così diversa. Inconsapevolmente mi trovai a ripercorrere astrattamente quell’infinito paradiso e quell’idea di assenza… Come un flashback, oggi ricordo cos’è l’emozione e ancor di più l’eccitazione.

E la conseguente percezione di vuoto.

 

 

DISTRATTA 

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ERA MOLTO DI PIU’

shesmokes 

 

 

Non mi hai ascoltato.

Avevi scelto di volare alto.

Ti parlavo frettolosamente

sottovoce,

sotto la pioggia euforica di Nizza.

Non l’hai capito,

mi hai deriso

per quel sussurro di chimera

che sentivo.

Non era tormento,

era molto di più.

Eran termini suggeriti dal cuore.

Era lo stesso animo

che articolava sorrisi,

tra i vermigli di Gauguin

in quel lontano gennaio. 

Era lo stesso temperamento

che ritmava battiti,

tra gli schizzi di Basquiat 

e i colori di Roma

l’anno dopo.

Ma non mi hai ascoltato.

Avevi scelto di volare alto.

 

 

 

DISTRATTA

 

 

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E DELL’AMOR DISTRATTO

 

 

 

Bella che sei distratta e disillusa

Adornerei solo per te mia musa

Stanze d’incanto a chiuderci lì dentro

Tra luci delle candele e l’odore degli incensi.

E bello averti senza una parola

Ma solo dal battito dei respiri.

In un tempo d’infinita dolcezza

Dove l’orologio di lancette non fa più giri.

Un sempre un mai un ovunque

Dove che tu saresti, io sarei

Soli ad arrotolarci tra lenzuola

Dove il candore delle bianche fila

S’infila e sfila dalle tue curve belle

Bianche anch’esse e pure e candide di latte.

E in un traguardo mai raggiunto forse

Solo anelar quegli occhi dentro i miei

E morsi e dolci baci e poi carezze

E possedersi i corpi e riposarsi

Dove che l’anima s’incontra al sole

Come di un nascere in me di gioia nuova.

Bella e distratta sei

Ed io non so distrattamente avrei

Misero sogno o dell’amore il vero

Questo è mistero ma anelo a sentir vivo

Quel brivido dell’arte più preziosa

Ed artigiana tu sol di posar le mani a modellarmi

Nella brace dei corpi

Nell’umido del sudore dolce miele

Come capelli tuoi da districare

E assieme ad essi districarci i sensi.

E in un possesso effimero e gioviale

Mangiare e bere anche per settimane

Solo di te che della vita sai

E l’animo si congiunge col piacere

E un solo io dove che so di te

E tu di me

Marchio indelebile e profumo di ginestre

E primavera che diviene estate

E il giorno sera

E notte dove la notte prima c’era,

Sarei tuo solo se sol tu lo volessi

senza etichette, distrattamente assorti

senza sentieri sognando sogni veri

e baci e morsi e pizzichi e risate

carezze al vellutato manto della pelle

che della luna sa quand’è la notte

E sogno sei ed io ti sognerei

E vera sei come ne ho viste mai

Come lo sai

Che il sogno su di un foglio

È solo dirti di tutto quel che voglio

Ma voli al cuore e s’apra come ali !!

 

 

Marco Vasselli 2011

per Ðιکtratta

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