PRESENZA

AMMASSO

 

La tua esistenza è stata un’ipotesi. Chi spira da vecchio è un ammasso di passato. Si pensa a quello e appare ciò che sia stato. Si pensa a te e compare quello che avresti potuto essere. Sei stato e resterai un ammasso di opportunità. Quando reclamo un suggerimento, le tue soluzioni mi appagano più di quelle che otterrei da tutti loro. I dissolti sono loro. Te sei partecipe, sei quel libro che mi parla, quando serve. Il tuo suicidio non è stato anticipato da tentativi a vuoto, non avevi timore della morte, l’hai accelerata ma senza desiderarla veramente. 

Non hai sconfessato la vita.

Hai affermato il tuo amore per l’incognito, scommettendo che lì, sarebbe stato meglio che qui. Transitavi per intere giornate serrato in camera, perché superfluo trovarti tra mura meno tranquillizzanti delle tue. Ti era sufficiente concepire villeggiature già vissute in passato. Spagna, Olanda, Sestriere, magari una surfata a Porto Vecchio. La tua determinazione di estinguere il mondo, sottrae a farlo a chi è rimasto.

Nell’arte togliere corrisponde a perfezionare, e te svanendo, ti sei immortalato in una magnificenza negativa. 

Hai reso più vigorosa la vita di chi è sopravvissuto. Se la noia minaccia e l’assurdità della vita abbaglia, basta ricordarsi di te, e quella pena di Esistere pare migliore all’angoscia di non esserci più. Ciò che te non vedi più, noi si vede. Ciò che tu mai più senti, noi si ascolta, ciò che tu mai più fischietterai, noi si canticchia. La gioia delle cose semplici appare nella luce del tuo ricordo. Sei la luce scura ma intensa, che torna a illuminare quel giorno che non si riesce più a vedere.

 

 

DISTRATTA

.

OCCHI

Negli occhi noi

avevamo lo stesso colore

i tuoi si son chiusi

nei miei ci sguazza il rancore.

Racchiudono ancora

i nostri muti discorsi e quei mille segreti

 che tengo al riparo

da altri occhi indiscreti.

A differenza del corpo

l’anima non è mai sepolta

e stanotte i tuoi occhi

li ho guardati ancora una volta.

Così nuovamente ci siamo parlati

 e gettati sul letto  

ci siamo abbracciati.

L’aria leggera e rassicurante

te dolce  

e per nulla distante

come se il tempo si fosse fermato  

impertinente

 al giorno prima del niente.

A quel giorno del vuoto assoluto 

che te hai lasciato

quando da sola m’hai abbandonato

per destino crudele

o per la vita puttana che t’è stata infedele.

Adesso che è quasi mattino

sei tornato al tuo mondo

ma io ancora ti sento vicino

sento il tuo sguardo rassicurante

che mai  

m’è stato distante,

 così appieno rivivo  

i tuoi occhi di mare

– che se tutto mi han tolto –

parecchio  

mi han saputo dare.

Il giorno ormai ha inizio 

e ancor di più coccolare voglio quel vizio:

infilarmi grossi occhiali scuri  

affinché i segreti nostri

siano più sicuri.  

 

DISTRATTA

 

 

 

 

SOFFIO VITALE

 

Stamattina mancavi te.

Mancava la magia

l’illusione

il sussulto sulla pelle.

Non c’era quel soffio vitale

che recapita baci

come lava accesa.

Fenditure che si riempiono

unicamente

con la tua presenza.

Non c’erano le labbra

la finezza dei tuoi baci

il tuo sapore

il respiro

Il batticuore.

Stamattina mancavi te.

Amore.

 

 

DISTRATTA 

 

 

SOFFIO VITALE

 

 

 

 

Stamattina mancavi te.

Mancava la magia,

l’illusione,

il sussulto sulla pelle.

Non c’era quel soffio vitale

che recapita baci

come lava violenta.

Fenditure

che si riempiono

unicamente

con la tua presenza.

Non c’erano le labbra,

la finezza dei baci,

il tuo sapore,

il respiro,

il batticuore.

Stamattina mancavi te,

stella.

 

 

 

DISTRATTA