PENSIERO

QUANDO SCOPPIA IL PENSIERO

IL TEMPO  scultura di Giorgio Butini 

 

 

 

E per assurdo scoppia il pensiero.

Un concetto impetuoso e insolente, spesso inconsistente ma ossessivamente accecante.

Come una forza irrefrenabile che non riesco a soffocare. Così.  

Come un pianto o un sogghigno. E improvvisamente sprofondano le armature,  

le protezioni si frantumano e le proiezioni si spaccano.  

Così, ciò che consideravo minuzioso e riflessivo, si sgretola.

Poi ricomincio.

 

DIS.

 

.

E’ scomparso il professor Mario Guazzelli

Fondatore della Psicologia clinica a Pisa ha lasciato il suo segno nel campo della psichiatria, della psicologia clinica e della ricerca neuroscientifica, animato da un profondo desiderio di conoscere la mente umana, che ha tentato di cogliere nella sua ricchezza, senza privilegiare un aspetto rispetto agli altri, e convinto che non potesse essere separata dal mondo naturale

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Ieri mattina è morto Mario Guazzelli, psichiatra, ordinario di Psicologia clinica all’Università di Pisa e direttore dell’omonima Unità operativa dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.

Mario Guazzelli, nato a Castagneto Carducci nel 1948, si è laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria a Pisa. Ha svolto ricerca con il professor Irwin Feinberg, negli Stati Uniti, dove ha lavorato nel campo della Medicina del Sonno, e ha iniziato a coltivare l’idea che la psichiatria dovesse aprirsi alle neuroscienze, e arricchirsi della possibilità di un’indagine non soltanto del vissuto soggettivo, ma anche della fisiologia del sistema nervoso centrale. Nel 1991 ha avuto l’incarico di insegnamento per la prima cattedra di Psichiatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa.

Convinto che “le neuroscienze avessero avvicinato il versante biologico a quello psicologico”, riteneva però che la dimensione psicologica fosse “l’invisibile” per definizione, e rifuggiva da tentazioni riduzionistiche: “misurare le attivazioni cerebrali non è vedere un pensiero, un’emozione, un’intenzione … la nuova frontiera neurobiologica ha aggiunto un elemento, non ha scalzato tutti gli altri, e soprattutto non ha sostituito la certezza propria dell’atteggiamento prescientifico rispetto al modo in cui l’individuo si percepisce”.

Mario Guazzelli ha lasciato il suo segno nel campo della psichiatria, della psicologia clinica e della ricerca clinica e neuroscientifica, animato da un profondo desiderio di conoscere la mente umana, che ha tentato di cogliere nella sua ricchezza, senza privilegiare un aspetto rispetto agli altri, e convinto che non potesse essere separata dal mondo naturale.

Per Guazzelli la mente è nel corpo, e avvertiva i filosofi che “se al limite si può immaginare un ‘atto’ cognitivo senza la partecipazione del corpo … senza il corpo la palpitazione d’amore che ci prende quando incontriamo o immaginiamo la persona amata o il disgusto che ci danno l’odore e la vista di un corpo in putrefazione non possono essere nemmeno concepiti”. Individuava quindi nelle emozioni l’anello di congiunzione tra mente, esperienza vissuta, e corpo, e allo studio della vita emotiva si è dedicato con passione sia nella ricerca teorica, che nella relazione, intensa, con i pazienti: “sono soprattutto le esperienze dei pazienti che fanno pensare e sollecitano la riflessione … dai loro vissuti abbiamo imparato ad apprezzare molte delle possibili coloriture che assume il mondo emotivo nella malattia”.

Guazzelli ha sostenuto con forza l’esistenza di una discontinuità tra l’esperienza emotiva fisiologica e quella patologica: “quando le emozioni si deformano … perdono la capacità di fornire orientamento al progetto esistenziale dell’agire. L’ira, la rabbia, il furore già per l’eroe greco erano cattivi consiglieri … il dialogo con il paziente non solo conferma la validità delle narrazioni mitologiche, ma ripropone ogni volta che gran parte della funzione psicoterapeutica consiste proprio nel rendere possibile la dilazione, nell’inserire una pausa tra sentire e agire in modo che l’emozione possa ritornare il motore di un’azione progettualmente fondata.” Credeva che il limite non fosse nell’intensità dell’emozione, ma nella perdita del valore adattivo dell’emozione, e riteneva che sia l’approccio neuroscientifico, che quello psicopatologico classico convergessero su questo punto.

Mario Guazzelli era uomo di pensiero e d’azione, capace di tenere le fila di tante esperienze diverse in ambito didattico, di ricerca, e clinico. Ha istituito e attivato il Corso di Laurea in Terapia Occupazionale, quello in Scienze e Tecniche di Psicologia della Salute e quello magistrale di Psicologia Clinica e della Salute di cui era attualmente presidente. Convinto della necessità di una riabilitazione precoce nei disturbi mentali, ha creato la Fondazione IRIS (Istituto per la Riabilitazione e l’Integrazione Sociale), con lo scopo di sviluppare programmi di riabilitazione individuali a partire dai risultati delle ricerche scientifiche. Ha creato, a Pisa, il centro di Medicina del Sonno, di cui era uno dei massimi esperti.

Era sempre impegnato, eppure quando riceveva una persona lasciava la fretta fuori della porta, ascoltava e discuteva con calore e ironia. E sapeva esserci anche quando non c’era, seguendo con attenzione il percorso dei suoi pazienti, dei suoi allievi, dei suoi collaboratori, e facendosi sempre trovare quando sapeva o intuiva che c’era bisogno di lui.

VIVERE TE

gardenoffeel 

 

Vivere te

è un cammino morbidamente sinuoso

Uno stempero di colore gravato e corposo

Un ordire assennato di fili di seta

Uno sciogliere nodi d’ingarbugliata matassa.

Vivere te

È proteggere il fuoco dall’acqua

Misurare granelli di niente su bilanciere irrisorio.

E ‘l’indolente planare di gabbiano stanco.

Viverti con infinita leggerezza di piuma.

Come tu fossi maiolica o cristallo finissimo

che al solo guardarti

potresti frantumarti.

 

 

DIS.

 

 

 

REWIND

rew. 

 

Se tu mi venissi incontro

con la mano tesa..

ancora potrei

con un nuovo slancio..

afferrarla e stringerla.

Come allora.

Ma di te

di te fratello mio,

mi circondano sogni,

barlumi,

fuochi senza fuoco del passato.

La memoria riavvolge e svolge immagini.

Ed io stessa non sono più

che già l’annichilente nulla

del pensiero.

 

DISTRATTA 

 

OGNI SECONDO

 

distrattamente

 

Sei così distante dai miei occhi

ma costantemente presente

in ogni riflessione.

Sento la tua essenza

ancora pura e garbata,

come una leggera aria primaverile.

In lei vive il soffio degli angeli

adesso.

Spesso sogno di portarti indietro nel tempo,

illudendomi,

di un tuo abbraccio.

Diffondi amore puro

in questo mio cuore

e il pensiero mi commuove e colma

questa mia sconsolata e vuota

sensazione di sempre.

Sorridi e sogna adesso

variopinto fratello mio

che l’animo mio si soddisfa..

Quando penso però

che non posso materialmente averti

impazzisco.

Perché nulla al mondo

supera il pensiero di te.

Poche cose mi soddisfano

se non sei qui

a condividerle con me.

E allora sprofondo, piagnucolo

mi lamento della tua assenza.

Ogni secondo che passa.

 

 

DISTRATTA ©

 

 

INCLINAZIONI

 

 

 

MI SQUARCIO

NEL RICONOSCERE

COSA M’HA SCARAVENTATA

IN QUESTO INFINITO

DOVE MENTE E MATERIA

NON SI ASSESTANO.

DOVE SEMPLICE NON E’

GRADIRE D’ESSER CIO’ CHE SEI.

PARCHEGGIO IL MIO PENSIERO,

INSOLENTE MENTE DISTRATTA,

DISCOLPANDO LA MIA INADEGUATEZZA

CON INCLINAZIONI 

ASTRATTE E IRRAZIONALI

 

 

 

DIS.