PENSIERI E PAROLE

Venere

E stamani cammino per queste strade così poco evolute…

Questa, lo sai, è una mattina di quelle assolute:

tu oggi sei la Venere celebrata

ma di te così grande, non sono abituata.

Così, senza alcuna fretta, baciando il sole, incendio un’altra sigaretta.

Sorrido, mentre le tue espressioni mi passano per la testa,

come in quella mattina lontana che fu la mia più bella festa.

Un po’ come quando da bimbi si attende il Natale

ecco io per la vita ho atteso te… ambito regalo da volere scartare.

Questa è una mattinata a dir poco perfetta e ancora il pensiero di te

mi batte in testa.

Ripenso a come il tempo se n’è andato in fretta,

rendendoti forte bella e schietta,

regalandoti pelle di velluto e occhi da cerbiatta,

unica cosa che mi rende ora davvero distratta.

Anni volati ma incollati alla mia pelle come i tuoi occhi celesti

profondi e solari proprio come quando nascesti.

Mi rendi ogni giorno la donna più felice del mondo, quando sorridi,

sguazzo nel mare più azzurro e profondo.

L’amore che provo per te non ha paragoni,

non contano 1000 poesie o citazioni, e descriverti ciò che io sento,

sarebbe come gettare parole bisbigliate, nel vento.

Tenerti il viso tra le mani, proprio com’è successo stamani,

è ciò che vorrei adesso, te lo confesso.

Vorrei provare a capirti senza soffrire, cullare i tuoi sogni e l’avvenire,

consegnarti alla vita anche se a malincuore e a settembre farti partire…

senza malumore,

nascondendoti da brava tutto il dolore.

In questa mattina assoluta, tra queste strade, sperduta,

voglio viverti a fondo…

per toccare davvero il cielo e abbracciare il mondo.

 

Buon compleanno amore

TENERO COME L’AZZARDO

 

Quando mi sento soffocare

è il tuo tiepido respiro

tenero come l’azzardo

ad abbracciarmi

sospirandomi sul destino

come un refolo lontano.

Nel vuoto intorno

niente si ode.

E mentre affondo il capo

tra le carni ripiegate

la mente
 ricorda ancora

i misteri che offusco al mondo.

Pigramente nel silenzio

il cuore avverte

(un battito alla volta)

che il dolore

come seme in terra brulla fiorisce.

 

 DISTRATTA

Profumo di mare


Il mare profuma le strade dell’isola, oggi: il maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi.

 Emil Cioran, da “Quaderni”

Clandestina io

 

E ritorno da te.

Clandestina tra le tue rivelazioni

cerco segnali di te.

Del chiarore che al calare della sera annebbia

e già si adegua ad una nuova alba.

Ritorno da te.

Come l’altalena rimpatria parallela

alle sue severe corde.

T’inseguo tra le impronte  

e nei segni delle mani aspirate

cercate, ingannate.

T’inseguo tra le cose che non ho

e tra quelle che sogno di avere

in una pagina già scritta, in una foto non ancora scattata.

Ti cerco nell’onda sulla riva

dove inconsistente cammino

con il cuore in rivolta.

Ti cerco tra le stelle ogni notte

prima di accostare le finestre

e prima di scoprirti tra miei sogni.

 

DISTRATTA

Nel muto rigore di una notte

   

Nel muto rigore di una notte

vidi la mente mia 

allontanarsi.

Con lei partirono percezioni e desideri

vincoli e certezze.

Pure i sorrisi fuggirono

appresso alle verità

e la sfortuna ai ricordi.

La vita tutta  

da me si estraniò

lasciandomi immemore.

Potere più non ebbi  

su me stessa.

A lungo ho atteso la riconciliazione

dispersa

come petali di fiore che il vento strappa

 

DISTRATTA

Occhi (rewind)

 

Negli occhi avevamo lo stesso colore

i tuoi si son chiusi

nei miei ci sguazza il rancore.

Racchiudono ancora

i nostri muti discorsi e quei mille segreti

 che tengo al riparo

da altri occhi indiscreti.

A differenza del corpo

l’anima non è mai sepolta

e stanotte i tuoi occhi li ho guardati

ancora una volta.

Così nuovamente ci siamo parlati

 e gettati sul letto, ci siamo abbracciati.

L’aria leggera e rassicurante

te dolce e per nulla distante

come se il tempo si fosse fermato

impertinente

 al giorno prima del niente.

A quel giorno del vuoto assoluto 

che te hai lasciato

quando da sola mi hai abbandonato

per destino crudele

o per  ‘sta vita puttana  

che t’è stata infedele.

Adesso che è quasi mattino

sei tornato al tuo mondo

ma io ancora ti sento vicino.

Sento il tuo sguardo rassicurante

che mai m’è stato distante,

 così appieno rivivo i tuoi occhi di mare

– che se tutto mi han tolto –

parecchio mi han saputo dare.

Il giorno ormai ha inizio 

e ancor di più coccolare voglio quel vizio:

infilarmi grossi occhiali scuri

affinché i segreti nostri siano più sicuri.  

 

 

DISTRATTA

SILENTE

Rincorsi in un niente
volti al vero
per il sapore acre del vento
che sfalda fronde di ginestre.
Son qui,
a osservare le vele d’azzurro
che fiancheggiano l’orizzonte
dal mondo mio costretta.
Silenziosa esser vorrei
a sorridere con te
semplicemente un attimo
e uno sguardo certo e fiero
a tracciare linea che demarca cielo e mare.

L’ultima foto

 

Ecco ancora i tuoi occhi che appaiono nel loro colore vero, in quest’ultima foto che ho di te. Ci passa dentro tutto il nostro mare e la misura reale di quanto noi siamo lontani, belli ermetici e chiusi a custodire, oltre le pupille, tutto quello che è stata la tua vita da cui non esce un sospiro, un lamento e nemmeno una gioia. Rimane tutto là dentro perché gli occhi parlano e sono inequivocabili. Sempre.

Occhi così diversi dai miei che sono meno nobili, che sono più nomadi e sono certamente figlia del mare. E tu del cielo. Ti mando un bacio, un abbraccio che diventa immagine lasciandoti un po’ di me. Anche se par poco per quello che hai lasciato te.

DIS.