PAURE

ARMONIA (vostra)

 E NON VOGLIO PIU’ SENTIRE

QUEI SOLITI DISCORSI CAZZUTI

SPARATI DAGLI STESSI QUATTRO EVOLUTI.

“MA GUARDA COS’HAI…”

“SEI FORTUNATA E NON LO SAI…”

“MA COSA TI MANCA…”

HO TUTTO LO SO, MA L’ARMONIA ARRANCA.

NON SI PUO’ ESSERE TUTTI BRAVI, BELLI E BUONI

NON SON COSI’

IO, NELLA TESTA HO ALTRI SUONI.

NON SOPPORTO LE VOCI SACCENTI

DA ME COSI’ DISTANTI E DIFFERENTI

E DI CHI DICE DI LASCIARE IL PASSATO ALLE SPALLE

IN REALTA’  

NE HO PROPRIO PIENE LE PALLE.

SEI BELLA, HAI UNA FAMIGLIA, SI PUÒ SAPERE CHE TI PIGLIA?”

MI PIGLIA

CHE NON CI SONO AL MONDO

SOLO GLI OTTIMISTI E I FACILONI

CON LE LORO SAGGE SOLUZIONI.

NON C’E’ SOLAMENTE CHI SORRIDE ALLA VITA

E GUARDA AVANTI

ESISTE ANCHE CHI HA PAURE DILAGANTI.

E NON C’E’ DA SORPRENDERSI O FARSI MERAVIGLIA

SE LA LUCE SPESSO SI ASSOTTIGLIA

PER FAR POSTO A UN BUIO PESTO E DEVASTANTE

DOVE SI RESPIRA ARIA SOFFOCANTE.

NELLA VITA C’E’ IL SANO E IL MARCIO

IL BELLO E IL BRUTTO

VA ACCETTATO UN PO’ DI TUTTO.

QUINDI BASTA ALLE PAROLE INCORAGGIANTI

DETTE CON L’ AUREA DA SANTI.

IO SON COSI’ E LO RIPETO A TUTTI QUANTI

M’INCHINO ALLA PREMURA

MA AL MIO ESSERE NON C’E’ CURA

FATTA SOLO D’INCORAGGIAMENTI, VADO AVANTI…

E STRINGO I DENTI.

CHISSÀ, UN GIORNO DIRO’ANCH’IO:

“ECCO NON MI MANCA PROPRIO NULLA”

MA QUANDO TORNERO’ DI NUOVO IN CULLA.   

 

DIS. 

NELLA PRECARIETA’ DI UN ISTANTE

 

LA NOIA SI SCAGLIA E SI AGGRAPPA A QUESTA PELLE

AFFERRANDOMI LA MENTE,

COME FOSSE SISMA

SULLA CIMA DI UN VECCHIO CHIODO

CHE SOSTIENE IL QUADRO ORAMAI SBIADITO

DI QUESTO PASSATO MIO VISO

IERI INDAGATO.

 

DISSIPANDO TROPPI SBAGLI E TANTE PROMESSE

STRAPPO IL DOVERE

ACCRESCENDO IL PIACERE DELLA MIA OSSESSIONE

PER UNO SPETTRO DAGLI OCCHI DI MARE.

(SCOLPITO GIA’ NELLA PRECARIETA’ DI UN ISTANTE)

 

E SEDUCENTE MI SOSTIENE E MI AVVOLGE

SFODERANDO UN PUGNALE CHE AFFONDA IN QUEST’ANIMA.

RISPECCHIANDO FINALMENTE IL SUO VOLTO AGGHIACCIANTE.

 

 

DISTRATTA

 

.

30 GIUGNO ( anniversario del cazzo )

Perché non c’è serenità, né rassegnazione. Solo Amore. 

 

Se tu mi venissi incontro con la mano tesa, ancora potrei, con un nuovo slancio, afferrarla e stringerla. Come allora. Ma di te, di te fratello mio, mi circondano sogni, barlumi, fuochi senza fuoco del passato. La memoria riavvolge e svolge immagini. Ed io stessa non sono più che già l’annichilente nulla del pensiero.

 


 

B.

FINO ALL’ANIMA

Stamani non lo so, c’è qualcosa di strano che non so. L’aria puzza di scirocco e la luce che questo giorno esala è inconciliabile con quella dei miei occhi. Ho chiamato appena sveglia. Ho chiamato subito dopo il primo caffè. Anche per lui è una giornata no, questa. La nausea lo accompagna dalle prime ore del mattino e schizzerei di gioia se, per una volta, avessi la certezza che tra poco passa. Credo invece che questa gioia non si presenti mai più. Ci sono dei momenti, durante la giornata, in cui mi chiedo se ci sia qualcuno che riesca a comprendere il valore della vita e la fortuna dell’esser sano. L’importanza di star bene. Se c’è la consapevolezza che ogni rito quotidiano, ogni semplice gesto banale e scontato possa essere per altri un’utopia, un qualcosa d’irraggiungibile, d’inverosimile ormai. Quando lascio la sua stanza, e sono sempre l’ultima a farlo, i suoi occhi mi penetrano fino all’anima. Son occhi tristi, dolorosi, impauriti, lucidi, fendenti. Lacerano ogni più piccolo millimetro della mia testa, della mia pelle, dei miei pensieri, del mio stomaco. E’ un sottile masochismo che mi concedo ogni volta che esco da lì. Voglio che quello sguardo sia solo per me e per nessun altro. Così, devastante e indissolubile. Domani starò con lui qualche ora in più. Da sola. Domani partirò da sola. Perché sento che quelle ore a breve, non ci saranno più. Non voglio svegliarmi dopo con l’angoscia di non aver speso abbastanza tempo con lui. Utopia. Utopia anche questa. Perché so, che succederà lo stesso. Non gli porterò foto o disegni della piccola e nemmeno racconterò domani delle giornate che si trascorrono qui. Porterò solo me stessa e quello che io e lui siamo stati in tutti questi anni. I giorni passati. Il nostro vissuto. Voglio strappargli un sorriso invocando quelle cose che gli ho tenuto nascosto fin da bambina. Domani questo gli vorrò portare. Domani questo mi vorrò concedere. 

 

DISTRATTA 2009

.

ARMONIA

 

E NON VOGLIO PIU’ SENTIRE

QUEI SOLITI DISCORSI CAZZUTI

SPARATI DAGLI STESSI

QUATTRO EVOLUTI

 “ Ma guarda cos’hai! “

“Sei fortunata, non lo sai… ma cosa ti manca! “

HO TUTTO LO SO

MA L’ARMONIA ARRANCA …

NON SI PUO’ ESSERE TUTTI BRAVI

BELLI E BUONI

IO NON SON COSI’

NELLA TESTA HO ALTRI SUONI …

NON SOPPORTO LE VOCI SACCENTI

COSI’ DISTANTI DA ME E DIFFERENTI …

DI CHI DICE

DI LASCIARE IL PASSATO ALLE SPALLE

IN REALTA’

NE HO PROPRIO PIENE LE PALLE …

“ Sei bella, hai una famiglia,

si può sapere che ti piglia? “

MI PIGLIA

CHE NON CI SONO AL MONDO

SOLO GLI OTTIMISTI E I FACILONI

CON LE LORO SAGGE SOLUZIONI.

NON C’E’ SOLAMENTE

CHI SORRIDE ALLA VITA

E GUARDA AVANTI

ESISTE ANCHE CHI HA PAURE

DILAGANTI …

E NON C’E’ DA SORPRENDERSI

O FARSI MERAVIGLIA

SE LA LUCE SPESSO SI ASSOTTIGLIA

PER FAR POSTO A UN BUIO

PESTO E DEVASTANTE

DOVE SI RESPIRA ARIA SOFFOCANTE.

NELLA VITA C’E’ IL SANO E IL MARCIO …

IL BELLO E IL BRUTTO

E VA ACCETTATO UN PO’ DI TUTTO.

QUINDI BASTA

ALLE PAROLE INCORAGGIANTI

DETTE CON L’AUREA DA SANTI …

IO SON COSI’

E LO RIPETO A TUTTI QUANTI

RINGRAZIO PER LA PREMURA …

MA AL MIO ESSERE NON C’E’ CURA

FATTA SOLO D’INCORAGGIAMENTI.

VADO AVANTI E STRINGO I DENTI

E UN GIORNO DIRO’ ANCH’IO …

“ Ahh non mi manca proprio nulla! ”

MA QUANDO TORNERO’ DI NUOVO IN CULLA.

 

 

DISTRATTA

 

 

.  

LA NOIA

 

 

 

LA NOIA SI SCAGLIA

SI AGGRAPPA A QUESTA PELLE

AFFERRANDOMI LA MENTE

COME FOSSE SISMA

SULLA CIMA DI UN VECCHIO CHIODO

CHE SOSTIENE IL QUADRO  

ORAMAI SBIADITO

DI QUESTO PASSATO MIO VISO

IERI INDAGATO.

 

DISSIPANDO TROPPI SBAGLI E TANTE PROMESSE

STRAPPO IL DOVERE

ACCRESCENDO IL PIACERE DELLA MIA OSSESSIONE

PER UNO SPETTRO DAGLI OCCHI DEL MARE

SCOLPITO GIA’  

NELLA PRECARIETA’ DI UN ISTANTE

 

SEDUCENTE

MI SOSTIENE E MI AVVOLGE

SFODERANDO UN PUGNALE

CHE AFFONDA IN QUEST’ANIMA

RISPECCHIANDO FINALMENTE

IL SUO VOLTO AGGHIACCIANTE.

 

 

 

DISTRATTA

 

 

 

VERONIKA DECIDE DI MORIRE

 

Odiò tutto ciò che le fu possibile in quel momento. Odiò se stessa, il mondo, la sedia che le stava davanti, il termosifone rotto in uno dei corridoi, le persone perfette, i criminali. Era ricoverata in una clinica per malattie mentali e poteva provare sentimenti che gli esseri umani nascondono anche a se stessi: perché tutti siamo educati soltanto per amare, per accettare, per tentare di scovare una via d’uscita, per evitare il conflitto. Veronika odiava tutto, ma principalmente il modo in cui aveva vissuto: senza mai scoprire le centinaia di altre Veronika che dimoravano dentro di lei e che erano interessanti, folli, curiose, coraggiose, audaci. 

 

 

(Veronika decide di morire)