ORE

Scorie

 

INCONSAPEVOLE

SE QUESTA NOTTE

HO IMMAGINATO, SE HO DORMITO 

O SE SOLO MACCHINATO.

IN QUESTE ORE 

CHE PAREVA NON FINIRE MAI

LA MENTE MI HA GINGILLATO

SU E GIU’ TRA I RICORDI

FRUGANDO CON PREPOTENZA

NEL CASTELLO  DEI MUTI RICORDI

STRACCIANDO

LA TOLLERANZA DEL  SONNO

CON CHIASSO E BESTEMMIE

SCARTOCCIANDO IMMAGINI

E MOMENTI MAI SEDATI

COME SCORIE

 SULL’ ABISSO DELL’ ANIMA

 

  DISTRATTA

 

TEMPO (rewind)

 

LASCIATE CHE VI DICA QUEL CHE PENSO

MENTRE IL FUMO DELLA MIA CICCA

CHE SALE SU A RILENTO

OSTINATO

TENTA CERCHI PERFETTI

MA IN REALTA’ SON DENSI DI MILLE DIFETTI

E PUR TANTO BISLACCHI

DA SEMBRARE

I MIEI VARI PENSIERI DISTRATTI.

OGGI

IO VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA A FAVORE

DI CHI COME ME NON RINCORRE LE ORE

NE I GIORNI, NE I MESI

E MANCO GLI ANNI

COL FIATO CORTO E LA VITA ZEPPA D’AFFANNI.

COSÌ MENTRE VOI TUTTI CORRETE E CORRETE

(EH… NON ME NE VOLETE)

IO MI GUSTO L’ALBA CHE ARRIVA

E CREDO DI ESSERE SEMPRE LA PRIMA

 FISSANDO

DAL MIO ABITUALE SCALINO

UN SOLE TIMOROSO CHE FA CAPOLINO,

VOLGENDO LO SGUARDO

ALLE ALI CHE SPIEGA UN GABBIANO

 NELL’ORIZZONTE NEANCHE TROPPO LONTANO,

E COME OGNI MATTINA

ANNUSARE L’ODORE DEL MARE

CHE SPESSO SOLO IO POSSO ABBRACCIARE.

COSI’ SENZA LA VOSTRA FRETTA ED IMPELLENZA

VIVO LA NUOVA GIORNATA

 ECCO LA DIFFERENZA. 

ANNIENTANDO OROLOGI E LANCETTE

PERCHE’ DEL TEMPO CHE SCORRE RIFIUTO MANETTE.

SON LIBERA DI COMANDARE LO SCORRERE DELLE ORE

NON ESSERE SCHIAVA

DI OGNI AMBIGUO ACCELERATORE,

CHE ALTRIMENTI PRIGIONIERA MI FAREBBE SENTIRE

 DALLO SCROSCIO DEI MINUTI, NON MI FACCIO PUNIRE.

COL TEMPO LOTTATE VOI ALTRI.

VOI CHE ANDATE SEMPRE DI CORSA.

TANTO PRIMA O POI

LA VITA CHE E’ TRASCORSA

 CI DARA’ A TUTTI LA STESSA MEDAGLIA…

UN PEZZO DI MARMO E DU’ FIORI  

SOTTO UN SOLE CHE ABBAGLIA

 

DIS.

ARABA FENICE

 

Ti ho sognato Marco.

Eri incantevole e vero.

Accantonando questa notte

i tuoi soliti silenzi

ti sei concesso in questo sogno

come mai avevi fatto.

Abbandonando i timorosi sorrisi

che portavi addosso

come un’araba fenice sei risorto dalla tua cenere

nel buio di queste ore,

costantemente presente e vivo

ancora una volta

per rivelarti a me

come poche volte c’è stato concesso

da questo tempo prepotente e spiccio.

Riconciliato

con la sorte avversa

che divenne padrona di te stesso.

Giocoso e leggero

hai guidato il mio risveglio trasportandomi

inconsistente

verso l’alba che sorge.

 

 

 

 

 

DISTRATTA

SCORIE

 

Inconsapevole

se questa notte ho immaginato

se ho dormito

 o se ho solo macchinato.

In queste ore che pareva non finire mai

la mente

mi ha gingillato su e giù

tra i ricordi

frugando con prepotenza

nel castello dei muti ricordi

stracciando la tolleranza del sonno

con chiasso e bestemmie

scartocciando immagini

e momenti mai sedati

come scorie

sull’abisso dell’anima.

 

 

DISTRATTA 

.

QUARANT’ANNI

DISTRATTA.

 

E mi ritrovo a quarant’anni

a fare a pugni con i miei danni.

Ogni notte la stessa storia

riemerge quel passato di poca gloria.

Quella bambina che sorrideva felice

risorgerà donna poi

come un’araba fenice.

In questo tempo

ne ho viste di tutti i colori

affrontando poche gioie e parecchi dolori.

Non mi son fatta mancar nulla

credo dai tempi della culla.

E mi rivedo ragazzina.

Era duro alzarsi ogni mattina

quando le amiche dormivano fino a mezzogiorno..

io alle cinque affrontavo il mondo.

IL LAVORO NOBILITA L’UOMO

Mi diceva quel padre bello dal cuore buono.

E così andavo avanti

a denti stretti e muso duro

inconsapevole del mio futuro.

Tanti i miei cambiamenti

di pari passo con i tormenti.

Ho perso due anelli della mia catena

smarriti come monete nella rena.

Quel babbo buono, dolce e onesto

ingoiato dalla notte troppo presto.

Il fratello bello e aitante

è l’altro mio cerchio mancante.

Son cose che ti segnano per sempre

Non le cancelli mai dalla tua mente.

Poi finalmente arriva l’alba chiara

e  della notte resto ignara

guardo mia figlia bella come il sole

e splendide scorrono le ore.

Poi però tornerà ancora notte

e so che col passato

farò di nuovo a botte.

 

 

DISTRATTA ©

 

 

 

TEMPO

 orologio 

LASCIATE CHE VI DICA QUEL CHE PENSO

MENTRE IL FUMO DELLA MIA CICCA

CHE SALE SU A RILENTO ..

OSTINATO

TENTA CERCHI  PERFETTI

MA IN REALTA’

SON DENSI DI MILLE DIFETTI ..

E  COSI’ PUR TANTO BISLACCHI

DA SEMBRARE

I MIEI VARI PENSIERI DISTRATTI ..

OGGI

IO VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA 

A  FAVORE

DI CHI COME ME NON RINCORRE 

LE  ORE ..

NE I GIORNI NE I MESI E MANCO GLI ANNI

COL FIATO CORTO 

E LA VITA ZEPPA  D’AFFANNI ..

 E MENTRE VOI TUTTI

CORRETE E  CORRETE

EHH .. NON ME NE VOLETE ..

IO MI GUSTO L’ALBA CHE ARRIVA

E CREDO 

DI ESSERE SEMPRE LA PRIMA ..

 FISSANDO DAL MIO ABITUALE SCALINO

UN SOLE TIMOROSO CHE FA CAPOLINO ..

VOLGENDO LO SGUARDO

A QUEL SOLITO GABBIANO ..

CHE SPIEGA LE ALI

AD UN ORIZZONTE NEANCHE TROPPO  LONTANO ..

COME OGNI MATTINA

ANNUSO L’ODORE DI QUESTO MARE

CHE SPESSO ..

SOLAMENTE IO POSSO ABBRACCIARE

COSI’

SENZA LA VOSTRA FRETTA E  IMPELLENZA

VIVO LA NUOVA GIORNATA.

.. ECCO LA DIFFERENZA ..

ANNIENTANDO OROLOGI E LANCETTE PERCHE’

DEL TEMPO CHE SCORRE

RIFIUTO  MANETTE ..

SON LIBERA DI COMANDARE 

LO SCORRERE DELLE ORE

NON ESSERE SCHIAVA DI OGNI AMBIGUO

ACCELLERATORE ..

CHE ALTRIMENTI PRIGIONIERA MI  FAREBBE SENTIRE:

DALLO SCROSCIO DEI MINUTI

NON MI FACCIO PUNIRE ..

COL TEMPO LOTTATE VOI ALTRI

VOI CHE ANDATE SEMPRE DI CORSA ..

TANTO PRIMA O POI

LA VITA CHE E’ TRASCORSA

CI DARA’ A TUTTI LA STESSA MEDAGLIA:

UN PEZZO DI MARMO E DUE FIORI ..

.. SOTTO UN SOLE CHE ABBAGLIA .. 

 

 

DISTRATTA

 

QUARANT’ANNI

 

1973

Distratta bambina

 

E mi ritrovo a quarant’anni

a fare a pugni con i miei danni ..

ogni notte la stessa storia

riemerge quel passato

di poca gloria.

Quella bambina che sorrideva felice

risorgerà donna poi ..

come un’araba fenice.

In questo tempo

ne ho viste di tutti i colori ..

affrontando poche gioie

e parecchi dolori.

Non mi son fatta mancar nulla ..

credo dai tempi della culla.

E mi rivedo ragazzina ..

era duro alzarsi ogni mattina

quando le amiche dormivan fino a mezzogiorno ..

io alle cinque affrontavo il mondo.

IL LAVORO NOBILITA L’UOMO ..

diceva quel padre bello

dal cuore buono.

E così andavo avanti

a denti stretti e muso duro ..

inconsapevole del mio futuro.

Tanti i miei cambiamenti ..

di pari passo con i tormenti.

Ho perso due anelli della mia catena

smarriti come monete ..

nella rena.

Quel babbo buono dolce e onesto

ingoiato dalla notte troppo presto

quel fratello bello e aitante

è l’altro mio cerchio mancante ..

Son cose che ti segnano per sempre

non le cancelli mai ..

dalla tua mente.

Poi finalmente arriva l’alba chiara

e della notte resto ignara

guardo mia figlia bella come il sole

e splendide ..

scorrono le ore.

Poi però tornerà ancora notte

e so che col passato ..

farò di nuovo a botte

 

 

DISTRATTA

 

 

L’ ATTESA

 

ATTESA 

L’attesa non si placa.

Il suo crescere 

amplifica queste notti

inaridendo ogni frenesia.

Si dilatano i pensieri

attecchiscano le parole

echeggiano le cose dette

e quelle non dette.

E’ un’attesa martellante

che ripetutamente

si scaglia appiccicosa

tra questi occhi e il cuore.

Infinitamente irritante e molesta

ingurgita le mie ore

intralciando il sorriso e la vita.

E l’attesa, non si placa.

 

DISTRATTA