OGGI SEI

Sei la mia schiavitù, sei la mia libertà

 Sei la mia schiavitù, sei la mia libertà

Sei la mia carne che brucia

Come la nuda carne delle notti d’estate

Sei la mia patria

Tu, con i riflessi verdi dei tuoi occhi

Tu, alta e vittoriosa

Sei la mia nostalgia

Di saperti inaccessibile

Nel momento stesso

In cui ti afferro.

 Nelle mie braccia tutta nuda

La città la sera e tu

Il tuo chiarore l’odore dei tuoi capelli

Si riflettono sul mio viso.

 Di chi è questo cuore che batte

Più forte delle voci e dell’ansito?

È tuo è della città è della notte

O forse è il mio cuore che batte forte?

 Dove finisce la notte

Dove comincia la città?

Dove finisce la città dove cominci tu?

Dove comincio e finisco io stesso?

 Il vento cala e se ne va

 Lo stesso vento non agita

Due volte lo stesso ramo di ciliegio

Gli uccelli cantano nell’albero

Ali che vogliono volare

La porta è chiusa

Bisogna forzarla

Bisogna vederti amor mio,

Sia bella come te, la vita

Sia amica e amata come te

 (Nazim Hikmet)

OGGI SEI

 

Ho sfollato l’erotismo di ogni cosa

smarrita  

nel falso tentativo

di variarne il tono.

Ti ho inseguito nell’alba che spunta

nel gemito che stanca

nella notte che insulta.

Oggi sei rimasto

un itinerante granello di rena

che mi s’impiglia tra le ciglia.

Sei finito

come finisce il giorno.

 

 

DISTRATTA

 

 

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