marco

Ancora potrei

Se tu mi venissi incontro
Con la mano tesa
Ancora potrei, con un nuovo slancio,
Afferrarla e stringerla.
Come allora.
Ma di te, di te fratello mio,
Mi circondano sogni
Barlumi
Fuochi senza fuoco
Del passato.
La memoria svolge e riavvolge immagini.
Ed io stessa non sono già più
Che l’annichilente nulla del pensiero.

 

DISTRATTA 

PIANETA MARTE

 

VOLTEGGIO TRA LE DITA

UNA POLAROID ORAMAI SBIADITA.

CI SONO DUE BIMBI

IN UNA CHIOSTRA DI CEMENTO

 GUIZZANTI GLI OCCHI, 

 I CAPELLI SMOSSI DA UN FILO DI VENTO.

E’ IL MILLENOVECENTO 73

IN QUELLA FOTO CI SIAMO IO E TE.

RITORNO INDIETRO NEL TEMPO

E A QUANTO LA VITA

 SIA SOLO UN MOMENTO

CHE CORRE VELOCE E SENZA MISURA,

FREGANDOSENE DI CHI

TALVOLTA HA PAURA.

ERANO ANNI POVERI MA BELLI.

ERANO GLI ANNI DI DUE FRATELLI

CHE COMINCIAVANO A STUDIARSI

ANCHE GIOCANDO A SPINTONARSI.

LA MEMORIA SALTELLA DI RICORDO IN RICORDO

PRIMA SI FERMA E POI RIPARTE

DESTINAZIONE: PIANETA MARTE.

CON UN BALZO TORNO AL PRESENTE

E A QUANTO SIA DURA

VOLENTE O NOLENTE

AFFRONTARE TORTI E DOLORI

CHE PUÒ DARTI UN’ALBA…

 NON SEMPRE A COLORI.

ORA CHE I BIMBI SON STATI DIVISI

DA ‘STA  VITA PUTTANA

DA QUATTRO SORRISI

 DISTRATTA

Sapore di art déco

Si è sfumata la notte ed ecco le tue parole che tornano. Giacciono i miei hobby e i restauri con ancora impresso l’odore del mio lavoro, il colore del legno che rinasce. Ne seguo i contorni. Il mio grembiule e i guanti posati sul tavolino, i barattoli delle cere accanto. Il tuo gesticolare, il tuo profumo ovunque. Ancora qualche nota della tua musica che regna nella stanza dei restauri. Sapore di art déco, sapore di pittura. Immagine di mercati, mobilio posato sui marciapiedi dove passo con gli occhi attenti e mi soffermo su un qualcosa che ruba la mia attenzione, che trasferisco idealmente in quella stanza… dove fuori dalla finestra c’è il mare. Sì, me lo dovevo stanotte il mio profumato passatempo. Anche se c’è di meglio probabilmente. Ma fa bene, mi nutre l’anima. E non immagini quanto vorrei farmi vedere all’opera da te. Farti seguire tutto quello che faccio. E ti saluto così stamani.

Con un bacio di follia, che lancio dalla stanza dove dorme il mio hobby. Accanto alla tazza di caffè caldo che mescola il suo fumo con quello della prima sigaretta, giocando nell’aria come un segnale di vita e non di solo fumo. 

 

DISTRATTA ©

ARABA FENICE

 

Ti ho sognato Marco.

Eri incantevole e vero.

Accantonando questa notte

i tuoi soliti silenzi

ti sei concesso in questo sogno

come mai avevi fatto.

Abbandonando i timorosi sorrisi

che portavi addosso

come un’araba fenice sei risorto dalla tua cenere

nel buio di queste ore,

costantemente presente e vivo

ancora una volta

per rivelarti a me

come poche volte c’è stato concesso

da questo tempo prepotente e spiccio.

Riconciliato

con la sorte avversa

che divenne padrona di te stesso.

Giocoso e leggero

hai guidato il mio risveglio trasportandomi

inconsistente

verso l’alba che sorge.

 

 

 

 

 

DISTRATTA

FALLIRE

Dai miei pensieri zampillava solamente tortura pura della sua realtà. Per un certo periodo sono stata inequivocabilmente certa che avesse dovuto provare un pentimento illimitato per aversi dato una fine, assolutamente convinta che quel fatto l’avesse potuto recludere
 ad una segregazione assoluta, nel mondo immateriale, molto più ampio di quello saggiato in vita. Sicura (perfino) che stesse sperimentando
 un’inquietudine ancora più gigante di quella già sofferta. Violentemente all’origine mi han guidato una miriade d’interrogativi. Mi son chiesta perché aveva angosciato così a lungo. Perché io ero stata incapace di scorgere un vero aiuto.
Perché tutto il mio sapere aveva fallito. 
E con me pure la fede e il farmaco e le istituzioni, avevano fallito. In quel momento mi fermai alla prima domanda. E lì, ancora adesso
 son rimasta.

 

DISTRATTA

.

 

 

30 GIUGNO ( anniversario del cazzo )

Perché non c’è serenità, né rassegnazione. Solo Amore. 

 

Se tu mi venissi incontro con la mano tesa, ancora potrei, con un nuovo slancio, afferrarla e stringerla. Come allora. Ma di te, di te fratello mio, mi circondano sogni, barlumi, fuochi senza fuoco del passato. La memoria riavvolge e svolge immagini. Ed io stessa non sono più che già l’annichilente nulla del pensiero.

 


 

B.

MARCO

 

Sei così distante dai miei occhi

ma costantemente presente

in ogni riflessione.

Sento la tua essenza

ancora pura e garbata

come una leggera brezza primaverile.

In lei vive il soffio degli angeli

adesso.

Spesso sogno di portarti indietro nel tempo,

illudendomi,

di un tuo abbraccio.

Diffondi amore puro in questo mio cuore

e il pensiero mi commuove e colma

questa mia sconsolata e vuota sensazione di sempre.

Sorridi e sogna, adesso,

variopinto fratello mio,

che l’animo mio si soddisfa.

Quando però penso

che non posso materialmente averti,

allora impazzisco.

Perché nulla al mondo supera il pensiero di te.

Poche cose mi soddisfano

se non sei qui a condividerle con me.

E allora sprofondo

piagnucolo

e mi lamento della tua assenza.

Ogni secondo che passa.

 

DISTRATTA ©

.