MALATTIA

Nel muto rigore di una notte

Nel muto rigore di una notte

vidi la mente mia allontanarsi.

Con lei partirono percezioni e desideri

vincoli e certezze.

Pure i sorrisi fuggirono

appresso alle verità

e la sfortuna ai ricordi.

La vita tutta da me si estraniò

lasciandomi immemore.

Potere più non ebbi

su me stessa.

A lungo ho atteso la riconciliazione

dispersa

come petali di fiore che il vento strappa

  

  

DISTRATTA

L’APPELLO

MENTE? ASSENTE!

CORPO? ASSENTE!

VOLONTÀ? ANNULLATA. 

Certo, certo. Ogni ferita col tempo tende a cicatrizzare. Perfino il lutto. Nella depressione invece, c’è l’impossibilità di separarsi dalla persona scomparsa. E’ un monotono, ossessivo, farvi riferimento. E’ un continuo ritorno a un mondo perduto. Gli interessi sono bloccati. La vita si ferma. La ferita resta aperta, sanguinolenta e insanabile. Almeno finché, la malattia non è curata. La depressione è una malattia del cervello, arriva inattesa e imprevista. Arriva un giorno all’improvviso. Di colpo. E diamine che lo so. Oppure, senza un motivo comprensibile, si può insinuare piano piano, subdolamente. Lo so che vivere accanto ad una persona depressa o eccitata per settimane o mesi è molto difficile. Ed è molto difficile perché ogni consiglio, ogni provvedimento, ogni pungolo, cade nel nulla. Tutto resta o ritorna pesantemente come prima. Per questi motivi vivendo con un depresso ci si sente scoraggiati e frustrati ed è facile anche incappare nell’errore di prendersela con la persona depressa, incolparla per la mancanza di miglioramenti, perché “non vuole collaborare” … “non vuole fare”. E’ vero.

Ma cazzo, non vuole perché non può.

La depressione è una malattia che annulla la volontà. Ecco. E questo è il concetto di base che i familiari e gli amici devono tener presente, se non per capire (ma capire può solo chi l’ha provata) almeno per affrontare questa “incomprensibile” malattia.

 E non pensare che sia un turbamento da poco

Sentirsi rubare l’anima e anche il corpo,

Senza sapere dove vada

Chi la rapisce

E per quale motivo.

 DIS. 

   

Disegnato su Mac

di  MARCO TURONI