LA VOCE A TE DOVUTA

IO DI PIÙ NON POSSO DARTI.

Non sono che quello che sono.
Ah, come vorrei essere
sabbia, sole, in estate!
Che tu ti distendessi
riposato a riposare.
Che andando via tu mi lasciassi
il tuo corpo, impronta tenera,
tiepida, indimenticabile.
E che con te se ne andasse
sopra di te, il mio bacio lento:
colore,
dalla nuca al tallone,
bruno.
Ah, come vorrei essere vetro, tessuto, legno,
che conserva il suo colore
qui, il suo profumo qui,
ed è nato tremila chilometri lontano!
Essere la materia che ti piace,
che tocchi tutti i giorni,
che vedi ormai senza guardare
intorno a te, le cose
– collana, profumi, seta antica –
di cui se senti la mancanza
domandi: “Ah, ma dov’è?”
Ah, e come vorrei essere
un’allegria fra tutte,
una sola,
l’allegria della tua allegria!
Un amore, un solo amore:
l’amore di cui tu ti innamorassi.
Ma non sono che quello che sono.
 
 (Pedro Salinas)

SILENZIOSAMENTE

Silenziosamente, per te.

 

 

 

 

A te si arriva solo attraverso te.

Ti aspetto.

Io sì che so dove mi trovo,

la mia città, la via, il nome

con cui tutto mi chiamano.

Però non so dove sono stata con te.

Là mi hai portato tu.

Come avrei imparato la strada

se non guardavo nient’altro che te,

se la strada era dove tu andavi,

e la fine fu quando ti sei fermato?

Che altro poteva esserci

più di te che ti offrivi, guardandomi?

Però adesso che esilio,

che mancanza,

e lo stare dove si sta.

Aspetto, passano i treni,

i destini, gli sguardi.

Mi porterebbero dove non sono stata mai.

Ma io non cerco nuovi cieli.

Io voglio stare dove sono stata.

Con te, ritornarci.

Che intensa novità,

ritornare un’altra volta,

ripetere mai uguale

quello stupore infinito.

E fino a quando non verrai tu

io resterò sulla sponda

dei voli, dei sogni,

delle stelle, immobile.

Perché so che dove sono stata

non portano né ali, né ruote, né vele.

Esse vagano smarrite.

Perché so che dove sono stata con te

si va solo con te,

attraverso te.

 

 

 

(Pedro Salinas)

 

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A TE SI ARRIVA

romantic_love-1

Silenziosamente, per Te.

 

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stata con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient’altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermato.
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio, che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni, i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stata mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stata.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità, ritornare un’altra volta,
ripetere mai uguale quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni, delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stata
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stata con te
si va solo con te, attraverso te.

(Pedro Salinas)