IO

Sogni miei


Beati

quelli che son gelidi all’amarezza.

Coloro che brindano a quella mia

e si sfamano di sorrisi

alitati da una vita pulita

ma che solleva  polvere, a modo suo.

Vita forse fin troppo ordinaria per me.

Ma quei tipi là, i sogni, da svegli non li ricordano più.

Son già rarefatti.

I sogni miei invece indugiano

agganciati in uno spigolo

abbracciati al mio soffio notturno.

Da sempre.

DISTRATTTA

 

Sei come le stelle

 

Succede, che la mattina, svegliandomi, riesco a sentire battere il cuore e sento che in me c’è anima. Ammiro il cielo e le cose stupende della vita (quelle rimaste), però quando chiudo gli occhi io vedo solo il tuo sguardo. Ecco che il mio pensiero è per te, babbo.

L’amore che mi hai dato mi ha cambiato la vita ed è l’impulso col quale vernicio i miei pensieri.

Non posso vedere le tue espressioni o sentire ancora il tuo abbraccio, ma tutto è statico, nei ricordi. Son stata fortunata nell’averti come genitore.

Perché adesso, se io mi sento ricca, è grazie a te. Adesso lo so.

Per aver avuto sempre qualcosa da imparare. Ricca per aver ricevuto sempre e costantemente la tua considerazione.

Sei come le stelle. Hai espanso la tua luce molto prima di poterla realmente vedere.

Son convinta che nella mia immortalità avrò ancora lo spazio del mio tempo con te.

Non so, dove stai adesso, ma non m’importa.

Perché so che alla fine arriverò da te, accanto a quella luce particolare che diffondi.

Quella che mi setaccia il cuore e modifica la vita.

Quella che adesso vive in me.

 

 

DISTRATTA

E lasciarsi un po’ andare

 

E LASCIARSI UN PO’ ANDARE

DOVE TUTTO È NORMALE.

TUFFARSI IN UN MARE SMACCHIATO

DA FALSE VERGOGNE

PER NUOTARE

DISTRATTA

SENZA FALSE MENZOGNE.

SPRANGARMI IL MONDO ALLE SPALLE

PER VOLTARE LO SGUARDO

OLTRE LA VALLE

SVINCOLARE

DALLE DOMANDE ALTRUI

SU QUELLA CHE IO

UN GIORNO FUI.

SCUOTERE TESTA, UTOPIE E CAPELLI

SCACCIARE INCUBI

OSSESSIONI

E PENSIERI RIBELLI.

E LASCIARSI UN PO’ANDARE DOVE TUTTO E’ NORMALE.

SCACCIARE STRANI E FALSI SORRISI

CHE COME LA MORTE

UN GIORNO IN MENTE IO MISI.

STACCARE LA SPINA

CON IL RESTO DEL MONDO

PER VIVERMI APPIENO

IN CAMBIO DI UN GIORNO

E LASCIARMI UN PO’ ANDARE

DOVE TUTTO… E’ NORMALE.

 

 

DISTRATTA©

Schegge di vetro

Respiro tenacemente solo la mia essenza.

Tutto mi è distante.

Respingo abbagli, esigenze e doveri

che perpetuamente

come sirene di Ulisse

echeggiano considerazione.

Ostinata genero percezioni

mai comprese  

(da stabili esistenze e da presenze barcollanti)

rifiutando distrazioni

per raccogliermi sostanzialmente sulla mia, distrazione.

Schernisco l’idea di riflettermi

su presunte schegge di vetro

così l’animo mio

finalmente si placa.

   

DISTRATTA

Nel muto rigore di una notte

   

Nel muto rigore di una notte

vidi la mente mia 

allontanarsi.

Con lei partirono percezioni e desideri

vincoli e certezze.

Pure i sorrisi fuggirono

appresso alle verità

e la sfortuna ai ricordi.

La vita tutta  

da me si estraniò

lasciandomi immemore.

Potere più non ebbi  

su me stessa.

A lungo ho atteso la riconciliazione

dispersa

come petali di fiore che il vento strappa

 

DISTRATTA

TEMPO (rewind)

 

LASCIATE CHE VI DICA QUEL CHE PENSO

MENTRE IL FUMO DELLA MIA CICCA

CHE SALE SU A RILENTO

OSTINATO

TENTA CERCHI PERFETTI

MA IN REALTA’ SON DENSI DI MILLE DIFETTI

E PUR TANTO BISLACCHI

DA SEMBRARE

I MIEI VARI PENSIERI DISTRATTI.

OGGI

IO VOGLIO SPEZZARE UNA LANCIA A FAVORE

DI CHI COME ME NON RINCORRE LE ORE

NE I GIORNI, NE I MESI

E MANCO GLI ANNI

COL FIATO CORTO E LA VITA ZEPPA D’AFFANNI.

COSÌ MENTRE VOI TUTTI CORRETE E CORRETE

(EH… NON ME NE VOLETE)

IO MI GUSTO L’ALBA CHE ARRIVA

E CREDO DI ESSERE SEMPRE LA PRIMA

 FISSANDO

DAL MIO ABITUALE SCALINO

UN SOLE TIMOROSO CHE FA CAPOLINO,

VOLGENDO LO SGUARDO

ALLE ALI CHE SPIEGA UN GABBIANO

 NELL’ORIZZONTE NEANCHE TROPPO LONTANO,

E COME OGNI MATTINA

ANNUSARE L’ODORE DEL MARE

CHE SPESSO SOLO IO POSSO ABBRACCIARE.

COSI’ SENZA LA VOSTRA FRETTA ED IMPELLENZA

VIVO LA NUOVA GIORNATA

 ECCO LA DIFFERENZA. 

ANNIENTANDO OROLOGI E LANCETTE

PERCHE’ DEL TEMPO CHE SCORRE RIFIUTO MANETTE.

SON LIBERA DI COMANDARE LO SCORRERE DELLE ORE

NON ESSERE SCHIAVA

DI OGNI AMBIGUO ACCELERATORE,

CHE ALTRIMENTI PRIGIONIERA MI FAREBBE SENTIRE

 DALLO SCROSCIO DEI MINUTI, NON MI FACCIO PUNIRE.

COL TEMPO LOTTATE VOI ALTRI.

VOI CHE ANDATE SEMPRE DI CORSA.

TANTO PRIMA O POI

LA VITA CHE E’ TRASCORSA

 CI DARA’ A TUTTI LA STESSA MEDAGLIA…

UN PEZZO DI MARMO E DU’ FIORI  

SOTTO UN SOLE CHE ABBAGLIA

 

DIS.

LUCIDA SOLITUDINE

IL GRIDO, Giorgio ButiniIL GRIDO. Scultura di Giorgio Butini

 
 
Al risveglio
distesa al buio
il mio pensiero fluisce come acqua
ma s’intorbida
appena mi alzo.
La brutalità del giorno
disperde
l’accurata chiarezza
che mi appartiene di notte.
Il torpore dei miei cari mi assicura la lucida solitudine.
Di giorno le persone
son muri che mi scindono
impedendomi di udire
ciò che ascolto di notte:
la voce del mio cervello.
Tu ed io conversavamo di notte.
Col solo limite dell’alba.
E gelidamente statica
ogni notte
ancora ti ascolto.

 

DISTRATTA 2010