immagini

Scorie

 

INCONSAPEVOLE

SE QUESTA NOTTE

HO IMMAGINATO, SE HO DORMITO 

O SE SOLO MACCHINATO.

IN QUESTE ORE 

CHE PAREVA NON FINIRE MAI

LA MENTE MI HA GINGILLATO

SU E GIU’ TRA I RICORDI

FRUGANDO CON PREPOTENZA

NEL CASTELLO  DEI MUTI RICORDI

STRACCIANDO

LA TOLLERANZA DEL  SONNO

CON CHIASSO E BESTEMMIE

SCARTOCCIANDO IMMAGINI

E MOMENTI MAI SEDATI

COME SCORIE

 SULL’ ABISSO DELL’ ANIMA

 

  DISTRATTA

 

belladonna

E come per incanto, tra fastidiosi piovaschi e qualche raggio di sole, splendida e superba, tu belladonna mi hai stregato.  

Tutti i diritti riservati a DISTRATTA©

 

Quando Amarilli mostra, bella ed elegante,

Il ricco suo splendore fiammeggiante,

Nasconde il capo con modestia il giglio;

Sembra la prima aperta con orgoglio

A conquistar dell’occhio umano il guardo,

Che il bello coglie ratto come un dardo.

Eppure invan l’onore è conquistato,

Poiché presto il suo corso è terminato:

Essa sboccia, fiorisce, langue, spira.

Ora la sprezza l’uomo e più non l’ammira.    

L’amarillide trae il suo nome da Amarilli, personaggio femminile di cui si parla in un’opera di Virgilio e tale nome proviene da una parola “greca” che significa “abbagliante”. La specie si chiama Belladonna. Nel linguaggio dei fiori rappresenta sia l’alterigia sia l’orgoglio, forse perché è un fiore difficile da coltivare, ma una volta fiorito eclissa tutti quelli intorno. La bellezza dell’Amarillide ha però vita breve.  

Profumo di mare


Il mare profuma le strade dell’isola, oggi: il maestrale apre i pori della pelle, lava la faccia alle case, spacca le onde e la rotta. A terra, aspettando che la forza del vento si consumi.

 Emil Cioran, da “Quaderni”

FULIGGINE

 

La notte avvolge

come fuliggine

gli ultimi scampoli di luce.

Le lampade fioche

riflettono immagini aliene.

Ma tu non ci sei.

Non sei nella luce delle lampade.

Non sei nella fuliggine della notte.

Ma vibrante nel vento

riecheggia il tuo canto.

 

DISTRATTA

SCORIE

 

Inconsapevole 

se questa notte ho immaginato o dormito

o se ho solo macchinato.

In queste ore che pareva non finire mai

la mente mi ha gingillato su e giù tra i ricordi

frugando con prepotenza

nel castello di muti ricordi

stracciando la tolleranza del sonno

con chiasso e bestemmie

scartocciando immagini

di momenti mai sedati

come scorie 

sull’abisso dell’anima.

 

DISTRATTA

 .

E DISTRATTAMENTE MI PERDO

La salsedine si appoggia sulla pelle del mio viso risalendo per le narici. Mi penetra, mi riempie del suo sapore, del suo odore. Quel profumo di salmastro che mi fa sentire libera e libera mi rende dalla cognizione del tempo e dell’attimo. Quell’attimo. Guardo giù nel profondo blu dell’immenso, la grandezza sovrasta, è un affacciarsi di là dalla mia immagine mi sento una goccia al pari dell’intorno. La dimensione di ciò che sono scompare. Anche la mia immagine allo sfiorare dell’acqua scompare. Alzando il viso verso l’orizzonte la linea che vedo, determina un punto e un arrivo e mi fa pensare cosa c’è di là da quella linea. A un traguardo da raggiungere, da sfidare e vincere. Devo vincere sempre. Lottare sempre. Per la grandezza e la meraviglia di ciò che mi piace. Di ciò in cui credo. E lo posso fare anche contemplando la bellezza del mio meraviglioso mare.  

DISTRATTA