IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE

Ho concentrato e limitato i miei desideri, per poterli perfezionare meglio. Per arrivare all’infinito, e credo vi si possa arrivare, abbiamo bisogno di un porto, di uno soltanto, sicuro, e da lì partire verso l’Indefinito. Oggi sono un ascetico nella mia religione di me stesso. Una tazza di caffè, una sigaretta e i miei sogni sostituiscono bene l’universo e le sue stelle, il lavoro, l’amore e perfino la bellezza e la gloria. Quasi non ho bisogno di stimoli. L’oppio ce l’ho nell’anima.

 

(FERNANDO PESSOA)