IERI

Nel muto rigore di una notte

   

Nel muto rigore di una notte

vidi la mente mia 

allontanarsi.

Con lei partirono percezioni e desideri

vincoli e certezze.

Pure i sorrisi fuggirono

appresso alle verità

e la sfortuna ai ricordi.

La vita tutta  

da me si estraniò

lasciandomi immemore.

Potere più non ebbi  

su me stessa.

A lungo ho atteso la riconciliazione

dispersa

come petali di fiore che il vento strappa

 

DISTRATTA

L’ultima foto

 

Ecco ancora i tuoi occhi che appaiono nel loro colore vero, in quest’ultima foto che ho di te. Ci passa dentro tutto il nostro mare e la misura reale di quanto noi siamo lontani, belli ermetici e chiusi a custodire, oltre le pupille, tutto quello che è stata la tua vita da cui non esce un sospiro, un lamento e nemmeno una gioia. Rimane tutto là dentro perché gli occhi parlano e sono inequivocabili. Sempre.

Occhi così diversi dai miei che sono meno nobili, che sono più nomadi e sono certamente figlia del mare. E tu del cielo. Ti mando un bacio, un abbraccio che diventa immagine lasciandoti un po’ di me. Anche se par poco per quello che hai lasciato te.

DIS.

PIANETA MARTE

 

VOLTEGGIO TRA LE DITA

UNA POLAROID ORAMAI SBIADITA.

CI SONO DUE BIMBI

IN UNA CHIOSTRA DI CEMENTO

 GUIZZANTI GLI OCCHI, 

 I CAPELLI SMOSSI DA UN FILO DI VENTO.

E’ IL MILLENOVECENTO 73

IN QUELLA FOTO CI SIAMO IO E TE.

RITORNO INDIETRO NEL TEMPO

E A QUANTO LA VITA

 SIA SOLO UN MOMENTO

CHE CORRE VELOCE E SENZA MISURA,

FREGANDOSENE DI CHI

TALVOLTA HA PAURA.

ERANO ANNI POVERI MA BELLI.

ERANO GLI ANNI DI DUE FRATELLI

CHE COMINCIAVANO A STUDIARSI

ANCHE GIOCANDO A SPINTONARSI.

LA MEMORIA SALTELLA DI RICORDO IN RICORDO

PRIMA SI FERMA E POI RIPARTE

DESTINAZIONE: PIANETA MARTE.

CON UN BALZO TORNO AL PRESENTE

E A QUANTO SIA DURA

VOLENTE O NOLENTE

AFFRONTARE TORTI E DOLORI

CHE PUÒ DARTI UN’ALBA…

 NON SEMPRE A COLORI.

ORA CHE I BIMBI SON STATI DIVISI

DA ‘STA  VITA PUTTANA

DA QUATTRO SORRISI

 DISTRATTA

FALLIRE

Dai miei pensieri zampillava solamente tortura pura della sua realtà. Per un certo periodo sono stata inequivocabilmente certa che avesse dovuto provare un pentimento illimitato per aversi dato una fine, assolutamente convinta che quel fatto l’avesse potuto recludere
 ad una segregazione assoluta, nel mondo immateriale, molto più ampio di quello saggiato in vita. Sicura (perfino) che stesse sperimentando
 un’inquietudine ancora più gigante di quella già sofferta. Violentemente all’origine mi han guidato una miriade d’interrogativi. Mi son chiesta perché aveva angosciato così a lungo. Perché io ero stata incapace di scorgere un vero aiuto.
Perché tutto il mio sapere aveva fallito. 
E con me pure la fede e il farmaco e le istituzioni, avevano fallito. In quel momento mi fermai alla prima domanda. E lì, ancora adesso
 son rimasta.

 

DISTRATTA

.

 

 

IL GRANDE SALTO ( déjà vu )

 

DI QUESTE MIE DITA

CHE D’ORO SON SEMPRE SPOGLIE

C’E’ L’ANULARE CHE SABATO…

LA TUA FEDE ACCOGLIE.

 

HO DECISO PER IL GRANDE SALTO

SICURA POI  

DI PLANARE SOFFICE…

SULL’ASFALTO.

 

NON CHIEDERMI MAI

PERCHE’ HO CAMBIATO OPINIONE

DOPO DIECI ANNI DI QUESTA NOSTRA UNIONE

MI CONOSCI E GIA’LO SAI:

UNA RISPOSTA NON L’AVRESTI MAI…

 

ECCO.

PARE TUTTO PRONTO INTORNO A ME.

INVITATI, ANELLI, FIORI…

E SOPRATTUTTO TE.

 

COSI’

QUANDO ALL’IDEA TE ORMAI AVEVI RINUNCIATO…

DI PUNTO IN BIANCO

IL MIO CUORE S’E’ INVOGLIATO.

 

TRA UNA SETTIMANA PRONUNCERÒ QUEL FATIDICO SI’

ASSOLUTAMENTE CERTA STAVOLTA..

CHE L’AMORE NON FINIRA’…

DA QUEL MOMENTO LI’

 

COME SAI L’ HO SEMPRE TEMUTO.

QUESTA E’ LA PAURA…

CHE HO SEMPRE AVUTO.

 

COSI’ CONTINUEREMO LA NOSTRA BELLA STORIA.

TRA I MIEI INFINITI SILENZI…

E LA TUA CHIASSOSA BALDORIA.

 

DUE ANIME COSI’ TALMENTE DIVERSE

CHE TALVOLTA SI SONO DISPERSE

VAGANDO CON LA MENTE VERSO LIDI LUCCICANTI

COSI’…

COME SUCCEDE UN PO’ A TUTTI QUANTI.

POI PERO’ CI SIAM RITROVATI

E DI NUOVO INFINITAMENTE AMATI.

 

E  CHE ALLORA SIA !

TI SPOSO DOLCE ANIMA MIA..     

 

DISTRATTA © 2009

 

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FINO ALL’ANIMA

Stamani non lo so, c’è qualcosa di strano che non so. L’aria puzza di scirocco e la luce che questo giorno esala è inconciliabile con quella dei miei occhi. Ho chiamato appena sveglia. Ho chiamato subito dopo il primo caffè. Anche per lui è una giornata no, questa. La nausea lo accompagna dalle prime ore del mattino e schizzerei di gioia se, per una volta, avessi la certezza che tra poco passa. Credo invece che questa gioia non si presenti mai più. Ci sono dei momenti, durante la giornata, in cui mi chiedo se ci sia qualcuno che riesca a comprendere il valore della vita e la fortuna dell’esser sano. L’importanza di star bene. Se c’è la consapevolezza che ogni rito quotidiano, ogni semplice gesto banale e scontato possa essere per altri un’utopia, un qualcosa d’irraggiungibile, d’inverosimile ormai. Quando lascio la sua stanza, e sono sempre l’ultima a farlo, i suoi occhi mi penetrano fino all’anima. Son occhi tristi, dolorosi, impauriti, lucidi, fendenti. Lacerano ogni più piccolo millimetro della mia testa, della mia pelle, dei miei pensieri, del mio stomaco. E’ un sottile masochismo che mi concedo ogni volta che esco da lì. Voglio che quello sguardo sia solo per me e per nessun altro. Così, devastante e indissolubile. Domani starò con lui qualche ora in più. Da sola. Domani partirò da sola. Perché sento che quelle ore a breve, non ci saranno più. Non voglio svegliarmi dopo con l’angoscia di non aver speso abbastanza tempo con lui. Utopia. Utopia anche questa. Perché so, che succederà lo stesso. Non gli porterò foto o disegni della piccola e nemmeno racconterò domani delle giornate che si trascorrono qui. Porterò solo me stessa e quello che io e lui siamo stati in tutti questi anni. I giorni passati. Il nostro vissuto. Voglio strappargli un sorriso invocando quelle cose che gli ho tenuto nascosto fin da bambina. Domani questo gli vorrò portare. Domani questo mi vorrò concedere. 

 

DISTRATTA 2009

.

IL SENSO

 

Come tanti piccoli cerchi

tra loro saldati

danno vita a una catena

così

quel pensiero fisso

è uno dei tanti anelli

che formano la mia.

Concedendo un senso logico

a questo presente che mi appartiene.

 

 

DISTRATTA

.


CHE FAI DI TUTTO PER ESSERE NIENTE

 .

Ci sono individui composti unicamente di facciata, come case non finite per mancanza di quattrini.  Hanno l’ingresso degno d’un gran palazzo, ma le stanze interne paragonabili a misere capanne.

 


.

In una stanca indifferenza

nascondo il mal celato amor per te

che fai di tutto per essere niente ai miei occhi

e macerai il tuo odore l’ebrezza che mi davi

e lento si consuma l’abbraccio che eri

e certo crederai che son felice

che non ho pene

che non ho pretese

di donne nel mio letto non ne mancano

la vita per un uomo del resto è tutta qui

ma un giorno me ne stavo ciondolando

sbrigando certi affari con amici

e diamine se ho visto la tua faccia

tra mille facce

e all’improvviso in petto come un treno

che macinava sangue

nel mantice del cuore come un vento

e certo crederai d’esserti ingannata

che chiodo scaccia chiodo e così sia

ma quattro chiodi fanno la tua croce sai

la vita mia del resto

è tutta qui

in una stanca indifferenza

nascondo il mal celato amor per te

che fai di tutto per essere niente

.

IL SOLE

LO STESSO SOLE 

C’è un sole assopito ..

tatuato sul mio polso.

Sta qui a ricordarmi ..

quanto tempo è trascorso.

Uno stemma d’amore inciso sulla pelle

in una sera d’estate tempestata di stelle.

La follia di un momento

in cui baciandoti nel vento ..

ti giurai amore eterno.

Vent’anni son passati da quei due ragazzi

buttata sul divano sorrido ..

scorrendo questi miei anni pazzi.

Chissà dove sta adesso

quel ragazzo e il suo amore puro

se si è fatto uomo dal cuore duro

o è rimasto dolce veramente

acceso ricordo nella mia mente.

Starà camminando

in qualche angolo di mondo

mentre il sole per mano ai ricordi ..

fa girotondo.

Chissà se anche lui ripensa

al tempo trascorso

guardando anche lui lo stesso sole..

inciso sul polso.

 

 

 

DISTRATTA 2010