GIORNO

LUCIDA SOLITUDINE

IL GRIDO, Giorgio ButiniIL GRIDO. Scultura di Giorgio Butini

 
 
Al risveglio
distesa al buio
il mio pensiero fluisce come acqua
ma s’intorbida
appena mi alzo.
La brutalità del giorno
disperde
l’accurata chiarezza
che mi appartiene di notte.
Il torpore dei miei cari mi assicura la lucida solitudine.
Di giorno le persone
son muri che mi scindono
impedendomi di udire
ciò che ascolto di notte:
la voce del mio cervello.
Tu ed io conversavamo di notte.
Col solo limite dell’alba.
E gelidamente statica
ogni notte
ancora ti ascolto.

 

DISTRATTA 2010

 

LUCIDA SOLITUDINE

 

Al risveglio

distesa al buio

il mio pensiero fluisce come acqua

ma s’intorbida

appena mi alzo.

La brutalità del giorno disperde

la chiarezza notturna

che mi appartiene di notte.

Il torpore dei mie cari

mi assicura la lucida solitudine.

Di giorno le persone

son muri che mi scindono

impedendomi di udire

ciò che ascolto di notte:

la voce del mio cervello.

Tu ed io

conversavamo di notte

col solo limite dell’alba.

E gelidamente statica

ogni notte

ancora ti ascolto. 

 

 

 

 

DISTRATTA

 

.

ATTRAVERSO ME

ANIMA

 

Statico nel cuore ti tengo.

In un pensiero ti avverto.

Posso sentirti

E questo mi dà energia e coraggio.

Le lacrime che semino per te

Irrigano la terra

raschiando ogni distanza.

Vado avanti io per te

Cosicché attraverso me

Tu vivi

Fratello mio.

Posso piangere o sorridere

Amare o correre

O ridere

Ma questo non è il fine mio.

Sarebbe come trattenere la testa nell’acqua.

Ed io invece ho bisogno di respirare.

E per farlo

al termine della giornata so

Che sono un giorno ancora

Più vicina a te. 

 

 

DISTRATTA

 

 

IL SOGNO

 

 

 

 Il destar dal sogno

mi scuote e mi rende viva

dando luce

ai miei occhi assonnati.

Colgo di sfuggita

la penombra che filtra,

da un’anta della finestra socchiusa,

e resto oziosa qualche istante

col ricordo della notte a pensare.

Abbandono con rimpianto,

del mio letto,

il tepore che mi ha fatto compagnia.

L’aria fresca del mattino

m’investe di un brivido leggero,

la gonna sul pavimento mi richiama

a indossarla un’altra volta.

Oscillante mi dirigo verso il bagno.

L’acqua è fredda sul viso

e mi saluto con una smorfia,

scoprendo una nuova ruga

e un sorriso che racconta

della mia notte passata.

Guardo fuori e nel frattempo

la vecchia caffettiera brontola.

Il mondo sta ancora sonnecchiando

le lancette mi dicono che oggi è un 

altro giorno, un nuovo giorno

che mi accompagnerà fino a sera

e poi a notte fonda

mi farà riprendere

quel bel sogno tralasciato 

 

 

 

DISTRATTA 

DOLCE DONNA


 

Te

che mi sai di donna

 e sai di dolce.

 Te

che dipingi il mondo

e mi sorridi al bar.

Che il mondo

m’è scomparso attorno

e poteva essere un’ora

o un giorno

fa lo stesso.

Te

che dissolvi i miei pensieri

DIStricandoli uno ad uno.

Che sai dell’ isola

il mare e il cielo.

E il faro illumina

con il mare dei tuoi occhi,

senza le lenti scure

questa volta,

la vita di chi

la vita in te ha trovato

 

 

    

 

Marco Vasselli

– 2011 –

per – ÐιکTRATTA

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