ESISTENZA

IMMUTABILE

Accetto i miei tormenti vivendoli profondamente. Ho imparato che è fondamentale non rigettare l’impetuosità delle sofferenze. Fan parte dell’esistenza e ne prendo parte con tutti quelli che me le rammentano. Però non perdo di vista, neanche per un momento, le cose durevoli. Le massicce catene germogliate col tempo. E agguerrita riesco a differenziare quello che è temporaneo da ciò che è immutabile.


 DIS.

IL SENSO

 

Come tanti piccoli cerchi

tra loro saldati

danno vita a una catena

così

quel pensiero fisso

è uno dei tanti anelli

che formano la mia.

Concedendo un senso logico

a questo presente che mi appartiene.

 

 

DISTRATTA

.


AMMASSO

 

La tua esistenza è stata un’ipotesi. Chi spira da vecchio è un ammasso di passato. Si pensa a quello e appare ciò che sia stato. Si pensa a te e compare quello che avresti potuto essere. Sei stato e resterai un ammasso di opportunità. Quando reclamo un suggerimento, le tue soluzioni mi appagano più di quelle che otterrei da tutti loro. I dissolti sono loro. Te sei partecipe, sei quel libro che mi parla, quando serve. Il tuo suicidio non è stato anticipato da tentativi a vuoto, non avevi timore della morte, l’hai accelerata ma senza desiderarla veramente. 

Non hai sconfessato la vita.

Hai affermato il tuo amore per l’incognito, scommettendo che lì, sarebbe stato meglio che qui. Transitavi per intere giornate serrato in camera, perché superfluo trovarti tra mura meno tranquillizzanti delle tue. Ti era sufficiente concepire villeggiature già vissute in passato. Spagna, Olanda, Sestriere, magari una surfata a Porto Vecchio. La tua determinazione di estinguere il mondo, sottrae a farlo a chi è rimasto.

Nell’arte togliere corrisponde a perfezionare, e te svanendo, ti sei immortalato in una magnificenza negativa. 

Hai reso più vigorosa la vita di chi è sopravvissuto. Se la noia minaccia e l’assurdità della vita abbaglia, basta ricordarsi di te, e quella pena di Esistere pare migliore all’angoscia di non esserci più. Ciò che te non vedi più, noi si vede. Ciò che tu mai più senti, noi si ascolta, ciò che tu mai più fischietterai, noi si canticchia. La gioia delle cose semplici appare nella luce del tuo ricordo. Sei la luce scura ma intensa, che torna a illuminare quel giorno che non si riesce più a vedere.

 

 

DISTRATTA

.

IO COME VOI SONO STATA SORPRESA

 merini

Io come voi sono stata sorpresa
mentre rubavo la vita,
buttata fuori dal mio desiderio d’amore.
Io come voi non sono stata ascoltata
e ho visto le sbarre del silenzio
crescermi intorno e strapparmi i capelli.
Io come voi ho pianto,
ho riso e ho sperato.
Io come voi mi sono sentita togliere
i vestiti di dosso
e quando mi hanno dato in mano
la mia vergogna
ho mangiato vergogna ogni giorno.
Io come voi ho soccorso il nemico
ho avuto fede nei miei poveri panni
e ho domandato cosa sia il Signore,
poi dall’idea della sua esistenza
ho tratto forza per sentire il martirio
volarmi intorno come colomba viva.
Io come voi ho consumato l’amore da sola
lontana persino dal Cristo risorto.
Ma io come voi sono tornata alla scienza
del dolore dell’uomo, che è la scienza mia. 

 

Alda Merini

 

 

MAI

 

LORY. 

 

 

Adulta mai.

Mai come l’esistenza che non matura.

Resto sempre acerba

di giorno in giorno.

Io non posso

che restare fedele

alla stupenda monotonia del mistero.

Ecco perché

nella felicità

non mi sono mai abbandonata.

Ecco perché

nell’ansia delle mie colpe

non ho mai toccato un rimorso vero.

Pari.

Sempre pari con l’inespresso.

All’origine di quella che io sono

 

 

 

DISTRATTA

 

 

clip_image00242
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons