ECO

Il più bel suono (déjà vu)

Il più bel suono

era la tua voce al telefono.

Stavo seduta sul mio sgabello

fino a quando

non arrivava la telefonata successiva,

che giungeva (puntualmente) poco dopo.

Era un momento speciale

quel mio attendere.

Conservo ancora il posto

che rammenta quel caffè preso assieme.

L’odore di nuovo

l’eco della tua risata

le dita belle che mi donavano quel biglietto.

Quel suono adesso non c’è più.

E ancora mi manca.

DISTRATTA ©

FULIGGINE

 

La notte avvolge

come fuliggine

gli ultimi scampoli di luce.

Le lampade fioche

riflettono immagini aliene.

Ma tu non ci sei.

Non sei nella luce delle lampade.

Non sei nella fuliggine della notte.

Ma vibrante nel vento

riecheggia il tuo canto.

 

DISTRATTA

VICINISSIMO

 

Vicinissimo …

Oltre la barriera del sonno

che si scompone si spacca e si stempera

in questo primitivo bacio del mattino,

si fonde

in un’unica carezza del lenzuolo.

Mielato, ampliato eco

che conquista i sentimenti,

in tutto il suo gusto …

singolare

che ti si ferma sulle spalle come un disegno inciso

intimo e corporeo

tra movimenti usuali.

Raggio che si salda negli occhi …

Aroma di vita.

Buona giornata, meraviglioso..

 

 DISTRATTA

 .

FRAGILE

 FRAGILE

 

L’eco di una frase scagliata, lasciata piombare a terra.. sgretola ciò che  incatenava. Succede che senza avere appreso in che modo l’anima, percossa così scuramente da una frase, forse detta per caso, si vuoti.

Sensibilmente.  

 

 

DISTRATTA