DISTRAZIONE

Schegge di vetro

Respiro tenacemente solo la mia essenza.

Tutto mi è distante.

Respingo abbagli, esigenze e doveri

che perpetuamente

come sirene di Ulisse

echeggiano considerazione.

Ostinata genero percezioni

mai comprese  

(da stabili esistenze e da presenze barcollanti)

rifiutando distrazioni

per raccogliermi sostanzialmente sulla mia, distrazione.

Schernisco l’idea di riflettermi

su presunte schegge di vetro

così l’animo mio

finalmente si placa.

   

DISTRATTA

PROFONDITÀ INFINITE

opera di Giorgio Butinitempo scultura di Giorgio Butini

 
 
Oscillo irrequieta
giocando me stessa
schiacciata da un’isterica fretta
raggirando vecchie ferite.
Freno la mia scioltezza
serrandomi
in altrui dorate gabbie
dove non scorgo per me
ne tempo ne spazio
ma solo profondità infinite.
Mi fletto.
Mi raggomitolo.
E contorcendomi chino la testa
per oltrepassare l’effimera realtà
che non mi appartiene
per immergermi poi 
con infinita dolcezza
nel buio di me stessa
 
 
DISTRATTA