COMPLEANNO

Ancora potrei

Se tu mi venissi incontro
Con la mano tesa
Ancora potrei, con un nuovo slancio,
Afferrarla e stringerla.
Come allora.
Ma di te, di te fratello mio,
Mi circondano sogni
Barlumi
Fuochi senza fuoco
Del passato.
La memoria svolge e riavvolge immagini.
Ed io stessa non sono già più
Che l’annichilente nulla del pensiero.

 

DISTRATTA 

Il regalo mio più grande (e son 43)

 

Ho vissuto ogni giorno dell’anno perdendo lotte colossali ma son sopravvissuta e sto ancora qua e questa è l’unica vittoria che ho. Una vittoria costata periodi duri, pesanti, scomodi. Notti confuse e smisurate seguite da eterne giornate di attese a perdere. Da questa riuscita adesso ricomincio, con le dovute difficoltà, a prendere in mano la mia vita e tutto quello che c’è adesso accettando ancora una volta la mia ennesima e involontaria metamorfosi, provando ancora una volta ad avere fiducia nel bello e nel buono delle cose.

Perdermi nel sorriso di mia figlia e nella sua spensieratezza è l’incomparabile principio.

 

 

DISTRATTA

INDISSOLUBILE

 

Prima che la notte ingerisca questo respiro

nel tramaglio delle mie inquietudini

chiedo al cielo di vegliare sul tuo sonno eterno

affinché sia sereno come una favola.

Buon Compleanno babbo.

Amico mio e fedele maestro di vita.

 

B.

 

.

QUARANT’ANNI

DISTRATTA.

 

E mi ritrovo a quarant’anni

a fare a pugni con i miei danni.

Ogni notte la stessa storia

riemerge quel passato di poca gloria.

Quella bambina che sorrideva felice

risorgerà donna poi

come un’araba fenice.

In questo tempo

ne ho viste di tutti i colori

affrontando poche gioie e parecchi dolori.

Non mi son fatta mancar nulla

credo dai tempi della culla.

E mi rivedo ragazzina.

Era duro alzarsi ogni mattina

quando le amiche dormivano fino a mezzogiorno..

io alle cinque affrontavo il mondo.

IL LAVORO NOBILITA L’UOMO

Mi diceva quel padre bello dal cuore buono.

E così andavo avanti

a denti stretti e muso duro

inconsapevole del mio futuro.

Tanti i miei cambiamenti

di pari passo con i tormenti.

Ho perso due anelli della mia catena

smarriti come monete nella rena.

Quel babbo buono, dolce e onesto

ingoiato dalla notte troppo presto.

Il fratello bello e aitante

è l’altro mio cerchio mancante.

Son cose che ti segnano per sempre

Non le cancelli mai dalla tua mente.

Poi finalmente arriva l’alba chiara

e  della notte resto ignara

guardo mia figlia bella come il sole

e splendide scorrono le ore.

Poi però tornerà ancora notte

e so che col passato

farò di nuovo a botte.

 

 

DISTRATTA ©

 

 

 

LINFA VITALE SEI

  graffianti (1) 

Ti auguro di saper trovare la felicità in ogni piccola cosa che ti 

circonda, di saper trarre il meglio da ogni situazione in cui ti troverai,

di trovare sempre il coraggio di andare avanti e vivere fino in fondo la 

tua vita.

Non ti auguro di non sbagliare mai. Ma ti auguro di avere sempre 

un’occasione per riparare ai tuoi errori, di saper imparare dai tuoi 

sbagli, di essere abbastanza umile, da saper tendere la mano,

per farti aiutare quando ne avrai bisogno.

Non ti auguro l’illusione di avere tanti amici, ma la consapevolezza di 

saper essere un amica per  tante persone.

Non ti auguro di essere saggia. Mamma non lo è… ma ti auguro, di 

saper distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male per saper scegliere 

la via giusta  da seguire.

Buon compleanno amore mio. Vivo di te.

 

La tua mamma..

Distratta.

 

IVANA

  

Mi è stato suggerito di descrivere le foto. Mica è facile. E allora mi avvalgo di un supporto. Il Mare, stupendamente grande e potente. Espressione viva, intensa di quello che l’amore è. Ho fatto tra il venerdì sera e la domenica pomeriggio circa 350 foto. Il lavoro che mi aspettava a casa era senza dubbio un lavoro di quelli che si fanno con il batticuore. Rivedere i colori, assaporare i densi profumi, i dettagli. Mi piace scattare tutto quello che esercita in me curiosità. E tra i tanti scatti di mare che ormai conosco bene, quello delle isole, ci sono anche quelli terreni. Colmi di colori allegri. L’isola d’Elba ne è piena. Quell’angolo di paradiso è un angolo quasi immacolato. Piuttosto surreale. A maggio è ancora tranquillo.

Poca gente, quanto basta a render viva una spiaggia.

I bagnini sono già all’opera planando su quel mare calmo ad ancorare le boe di sicurezza. I ristoranti aprono le finestre ed accolgono quella brezza che fa quasi compagnia. I giardini, i muretti , i vasi son ricolmi di colori. Belle quelle piante grasse, particolari i cactus che fioriscono una volta l’anno. Fanno dei fiori che visti nel dettaglio ti chiedi come possa Madre Natura essere così precisa. Si aprono al sole con una grazia incredibile

dipingendo una corolla rigogliosa dal giallo tenue, al bianco, al rosa delicato. Sono uno spettacolo senza pari. Già, e lei mi ha chiesto di fotografarli perché essendo un evento raro…e poi Carmen è così brava a cogliere il dettaglio. Ma quel che è bello è bello e va colto all’istante.

Le margherite gialle, bianche e viola, le violette, le rose le calle, spuzzi arancioni, rossi allegri, verdi intensi e chiari, tra pini e ulivi.

La polverina gialla dei pini che si confonde con il colore neutro delle pietre. Una tela incantata creata con magistrale fantasia ma senza alterazioni cromatiche. Ogni colore va a braccetto con l’altro, si sposa, si ama, si perpetua nell’immensa distesa azzurra con tutto l’amore possibile. Lei, isola d’Elba, arroccata tra scale antiche e vicoli, dalle case gentili e dai balconi in pietra, dai mattoni rossi alla frescura delle quattro mura, con gli stoini quasi trasparenti e le persiane in legno scuro e verde intenso. Eccola lì, non avevo idea di quanto fosse bella, una gabbia d’oro e sabbia. A tratti costretta, a tratti talmente libera per restarci una vita. Quante volte ho sognato di svegliarmi al mattino, aprire le finestra

e trovarmi lì, davanti al mare…Pianosa all’orizzonte mi saluta e Lui protagonista assoluto, il Mare, davanti a me. Per chi ama il Mare sa quello che sento. Quell’immenso azzurro che si definisce a riva col suo smeraldo e turchese chiaro e quasi bianco e trasparente… Scollature infinitesimali di tocchi d’angelo e volteggi di fate in un aria serena. Musica d’autore come un’arpa millenaria che mai muore ma si rinnova ad ogni tocco pizzicato. Il Mare, centro del mio cuore e del Tuo. Unica e irripetibile sensazione, perché come una musicoterapia mi avvolge e mi rimanda a sensazioni ovattate da una delicata brezza mattutina. Bellissima sensazione accompagnata da uno scatto voluto, con la mano tremolante ma sicura di un ricordo inalterato nel tempo. E lo è. Resta nel cassetto, nel castello sabbioso, pronto a ricostruirsi ad ogni mareggiata, ad ogni onda che ne porta via un PEZZO. C’è una bambina che con gli occhi di mare prende una paletta , un secchiello colorato e si mette con impegno e sguardo attento a ricoprire le falle, a sistemare la torre, a riordinare i merletti. Foto bellissima di una bambina che corre verso il mare a bocca aperta come a volerlo bere tutto. E ride insieme alle sue amiche,

e sfoggia una muta nera e fucsia come un sub esperto. E lo è. Come la madre. Impressionante la somiglianza. Due gocce di Mare. La camminata uguale e l’intelligenza più che acuta. Quegli scatti , si, li ho dentro al cuore. Cuore che ha pianto, che si è infranto perché un soffio di vento ha mosso la mano sbagliata. E perché volevo regalare a quella donna meravigliosa il suo fiore tanto raro. Si dice sempre in questi casi. Pazienza ci sarà un’altra occasione. Ci sarà un’altra finestra, la stessa, da aprire per cogliere il fantastico dettaglio di una maniglia rotonda in ferro, dal quale sbuca un colore inconsueto. Ci saranno ancora i bei colori, come la ninfea della fontana a forma di rana grande. Ci saranno ancora fiori dai petali bianchi rossi gialli viola. E muri in pietra, e scale e salite e curve e discese e panorami mozzafiato. Ci sarà una caletta da fotografare, un amore, un segreto. Ci saranno ancora i tuoi soprammobili affascinanti, le tue foto…

le pareti arancioni e quello specchio dalla cornice di latta. Ho scattato i particolari.. quel lucchetto vecchio che ancora si apre… i cardani in legno, il trombone ed un cappello. La rosa di cera bianca le rose che mi ha regalato la principessina. Ed i suoi sorrisi. Ci sarà ancora la Nina, dagli occhi dolci e il cuore delicato. Kiro no, non ci sarà la prossima volta. Ha fatto troppo male alla tua cocca bianca. Ci sarà ancora quel silenzio ben marcato nella notte che mi impediva di dormire. E che poi mi ha coccolata tutta la notte. Ci sarà ancora quel cielo scuro scuro tappezzato di stelle.

Ed il bello è che ho capito il perché è così basso di notte. Ci sarà sempre ogni dettaglio. Ogni scatto e ogni odore. Sono così. Dentro me è un cumulo di amore. Ogni isola ha il suo fascino indiscutibile. Mi attrae , mi assorbe in un ritornello gioioso. Mi solleva da terra. Mi fa sentire oceanica onda, che muore sulla riva e poi rinasce in una danza a piedi scalzi.

Come te, cara Barbara. Ti voglio bene.

 

vento

 

 

MAGISTRALE ESTERNAZIONE

DI SENSAZIONE E SENTIMENTI.

PIU’CHE DESCRIZIONE DI FOTO,

ANDATE PERDUTE..

DOMENICA MATTINA,

IN GIRO PER I VICOLI DEL PAESE

MI HAI CHIESTO:

COME MAI TI SEI FERMATA A VIVERE

QUA’?

TI HO GUARDATA SENZA RISPONDERE.

RICORDI?

ADESSO LO SAI.

LA RISPOSTA STA TRA QUESTE TUE

PAROLE.

E PER NULLA AL MONDO,

POTREI ABBANDONARE QUESTO MIO

PARADISO.

BUON COMPLEANNO IVANA,

TI VOGLIO BENE ANCH’IO.

 

 

DIS. 

TESTO DELL’ AMICA SEMPREVENTO

TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI