COME FUMO NEGLI OCCHI

TENERO COME L’AZZARDO

 

Quando mi sento soffocare

è il tuo tiepido respiro

tenero come l’azzardo

ad abbracciarmi

sospirandomi sul destino

come un refolo lontano.

Nel vuoto intorno

niente si ode.

E mentre affondo il capo

tra le carni ripiegate

la mente
 ricorda ancora

i misteri che offusco al mondo.

Pigramente nel silenzio

il cuore avverte

(un battito alla volta)

che il dolore

come seme in terra brulla fiorisce.

 

 DISTRATTA

Scorie

 

INCONSAPEVOLE

SE QUESTA NOTTE

HO IMMAGINATO, SE HO DORMITO 

O SE SOLO MACCHINATO.

IN QUESTE ORE 

CHE PAREVA NON FINIRE MAI

LA MENTE MI HA GINGILLATO

SU E GIU’ TRA I RICORDI

FRUGANDO CON PREPOTENZA

NEL CASTELLO  DEI MUTI RICORDI

STRACCIANDO

LA TOLLERANZA DEL  SONNO

CON CHIASSO E BESTEMMIE

SCARTOCCIANDO IMMAGINI

E MOMENTI MAI SEDATI

COME SCORIE

 SULL’ ABISSO DELL’ ANIMA

 

  DISTRATTA

 

E lasciarsi un po’ andare

 

E LASCIARSI UN PO’ ANDARE

DOVE TUTTO È NORMALE.

TUFFARSI IN UN MARE SMACCHIATO

DA FALSE VERGOGNE

PER NUOTARE

DISTRATTA

SENZA FALSE MENZOGNE.

SPRANGARMI IL MONDO ALLE SPALLE

PER VOLTARE LO SGUARDO

OLTRE LA VALLE

SVINCOLARE

DALLE DOMANDE ALTRUI

SU QUELLA CHE IO

UN GIORNO FUI.

SCUOTERE TESTA, UTOPIE E CAPELLI

SCACCIARE INCUBI

OSSESSIONI

E PENSIERI RIBELLI.

E LASCIARSI UN PO’ANDARE DOVE TUTTO E’ NORMALE.

SCACCIARE STRANI E FALSI SORRISI

CHE COME LA MORTE

UN GIORNO IN MENTE IO MISI.

STACCARE LA SPINA

CON IL RESTO DEL MONDO

PER VIVERMI APPIENO

IN CAMBIO DI UN GIORNO

E LASCIARMI UN PO’ ANDARE

DOVE TUTTO… E’ NORMALE.

 

 

DISTRATTA©

Il più bel suono (déjà vu)

Il più bel suono

era la tua voce al telefono.

Stavo seduta sul mio sgabello

fino a quando

non arrivava la telefonata successiva,

che giungeva (puntualmente) poco dopo.

Era un momento speciale

quel mio attendere.

Conservo ancora il posto

che rammenta quel caffè preso assieme.

L’odore di nuovo

l’eco della tua risata

le dita belle che mi donavano quel biglietto.

Quel suono adesso non c’è più.

E ancora mi manca.

DISTRATTA ©

perché stare nel mio tempo è viverlo da dentro

 

 

Ti farei volare sulle onde sulla vita come un’altalena

e parlare pure con i pesci come una sirena.

Ti vorrei insegnare l’equilibrio

sopra un mare che è sempre tempesta

Per vivere il tuo tempo e starci bene dentro

Se ridi ora, sorridi, questo gioco è un gioco di equilibrio

devi solo farci un po’ la mano perché

stare nel mio tempo è viverlo da dentro.

Sorridi ora.

Ti direi: “hai ancora voglia di nuotare in questo mare?”

Aspettiamo l’aurora quando i più bei frutti saranno di tutti.

Ti farei volare sulle onde

sopra un mare che è sempre tempesta perché

vivere il tuo tempo è un equilibrio dentro.

(Litfiba)

Parlo alla luna

Ho amato l’energia dei tuoi occhi

ne ho amato la loro luce

che spaccava la notte

mi chiedo dove sei.

Spesso.

Ti ho smarrito nell’inganno di un’estate

che s’ ingoiò le stagioni a venire

e con loro il mio cuore fracassato.

Ho amato i tuoi mezzi sorrisi

la tua follia, le tue mani ossute dormendoti accanto

pur sentendomi sola.

Dov’è la tua vita adesso.

E ogni sera parlo alla luna

cercando segnali di te

che da pietra miliare d’allegria

ne sei diventato pietra sacrale.

 

DISTRATTA

Ancora potrei

Se tu mi venissi incontro
Con la mano tesa
Ancora potrei, con un nuovo slancio,
Afferrarla e stringerla.
Come allora.
Ma di te, di te fratello mio,
Mi circondano sogni
Barlumi
Fuochi senza fuoco
Del passato.
La memoria svolge e riavvolge immagini.
Ed io stessa non sono già più
Che l’annichilente nulla del pensiero.

 

DISTRATTA