CAFFE’

Sapore di art déco

Si è sfumata la notte ed ecco le tue parole che tornano. Giacciono i miei hobby e i restauri con ancora impresso l’odore del mio lavoro, il colore del legno che rinasce. Ne seguo i contorni. Il mio grembiule e i guanti posati sul tavolino, i barattoli delle cere accanto. Il tuo gesticolare, il tuo profumo ovunque. Ancora qualche nota della tua musica che regna nella stanza dei restauri. Sapore di art déco, sapore di pittura. Immagine di mercati, mobilio posato sui marciapiedi dove passo con gli occhi attenti e mi soffermo su un qualcosa che ruba la mia attenzione, che trasferisco idealmente in quella stanza… dove fuori dalla finestra c’è il mare. Sì, me lo dovevo stanotte il mio profumato passatempo. Anche se c’è di meglio probabilmente. Ma fa bene, mi nutre l’anima. E non immagini quanto vorrei farmi vedere all’opera da te. Farti seguire tutto quello che faccio. E ti saluto così stamani.

Con un bacio di follia, che lancio dalla stanza dove dorme il mio hobby. Accanto alla tazza di caffè caldo che mescola il suo fumo con quello della prima sigaretta, giocando nell’aria come un segnale di vita e non di solo fumo. 

 

DISTRATTA ©

SOGNO LUCIDO (déjà vu)

Mi alzo all’alba di questo nuovo giorno e mentre il fumo del mio caffè s’impasta, con quello della prima sigaretta, mi appoggio alla finestra. Riflessa nel vetro, intravedo la mia immagine e non c’è nessuno, vicino a me, a osservare questo chiarore. Il buio, che fino a un istante prima avvolgeva, come un manto scuro, la spiaggia, ora si straccia, si stempera, dissipandosi come fosse carta che incendia su un fuoco esile che va rafforzandosi a ogni respiro. Un fulgore inatteso mi afferra all’improvviso con tutto il suo infinito candore. Il sole mi ammalia ma i suoi primi raggi, ancora lievi, non riescono a scaldarmi il viso.

Come il pensiero di te accanto a me.

 

DISTRATTA

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SOGNO LUCIDO

 

Mi alzo all’alba di questo nuovo giorno e mentre il fumo del mio caffè s’impasta, con quello della  prima sigaretta, mi appoggio alla finestra. Riflessa nel vetro, intravedo la mia immagine e non c’è  nessuno, vicino a me, a osservare questo chiarore. Il buio, che fino a un istante prima avvolgeva,  come un manto scuro la spiaggia, ora si straccia, si stempera, dissipandosi come fosse carta che  incendia su un fuoco esile che va rafforzandosi a ogni respiro. Un fulgore inatteso mi afferra  all’improvviso con tutto il suo infinito candore. Il sole mi ammalia ma i suoi primi raggi, ancora lievi,  non riescono a scaldarmi il viso. 

Come il pensiero di te, accanto a me.

 

DISTRATTA

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TRA IL CUORE E LA PENNA

 

Mi manchi quando la sera scende e sto aspettando

mi manchi quando fumo le cicche o faccio il coffee

mi mancano le risa e le domande

e la dolcezza e il nostro interpretarci.

 

DiStante nella mente solo un po’

tra cuore e penna

ieri e nostalgia

come d’un tempo che non ritornerà.

 

Ma per fortuna il tempo sa di te

e tempo ce n’è ancora a tonnellate

per viverci le vite mai vissute

 

Sorriderci alle porte dell’estate

come un saluto di gabbiani a mare

Amare ogni momento dentro al cuore

prendere un volo per ricominciare e mai finire

 

Patire o disperare

solo per te mia Perla, mia Stellina

E scopro che non è più tutto come prima

se ci sei tu a rendermi migliore.

 

 

MARCO VASSELLI

 

PER DISTRATTA

TUTTI I DIRITTI SON RISERVATI