BARBARA

A te, che ogni giorno VAI CERCANDO..

 

QUESTA E’ PER TE, CHE OGNI GIORNO LA VAI CERCANDO NEL MIO BLOG. CHISSA’ POI PERCHE’. 

 

 POESIA PER BARBARA 04.12.2010

 

Per te, che hai Lei dagli occhi meravigliosi.

Per te, che come me non riposi

pur di cavare quattro strofe al giorno.

Per te, che hai reso giorno quella notte,

quando tutto era perso.

Cuore e pensieri al di là della luna,

dove vedevo il nulla.

Tra tutto quel nulla una speranza di luce ancora c’era..

E tu a guidarmi.

Sai che la poesia sui cerini era per te?

Diceva..

” Prima di incontrare te vagavo nel buio, ma hai portato i cerini ? “

E tu i cerini li avevi portati !!

A illuminare con un effimera fiamma,

apparentemente banale e inutile,

tutti i miei passettini fino all’alba.

Con te che leggevi in me, che mi capivi.

Cosa che altri non han fatto mai.

Dobbiamo vivere centocinquant’anni Barbara,

amica mia,

perché la strada tua divenne mia.

E ti parlai di una mia amica vera

che mi narrò di sogni da realizzare.

Lo sta facendo.

Ti raccontai di un’altra mia stellina

quella di plastica,

che mi spiegò che dopo il momento brutto,

quello che c’è di nuovo, sarà bello e che mi disse

” ti voglio ancora bene “

Ed io per te

per come sei bella dentro,

ad altri narrerò d’un’artigiana,

che prese la sua esistenza di volta in volta,

anche mentre crollava a innalzarla

perché è così che si va avanti sempre.

Ti voglio bene è poco.

Ne baci ne carezze, basteranno a far tacere in quei momenti brutti,

sentori di frustrazioni e giorni amari.

Ma adesso si va avanti.

Avanti Bà.

Che il cuor non cada ancora e se cadrà ci sarò io.

Ti aiuterò a rialzarti

 

 

Marco Vasselli©  per DISTRATTA

Tutti i diritti sono riservati 

 

 

QUARANT’ANNI

 

1973

Distratta bambina

 

E mi ritrovo a quarant’anni

a fare a pugni con i miei danni ..

ogni notte la stessa storia

riemerge quel passato

di poca gloria.

Quella bambina che sorrideva felice

risorgerà donna poi ..

come un’araba fenice.

In questo tempo

ne ho viste di tutti i colori ..

affrontando poche gioie

e parecchi dolori.

Non mi son fatta mancar nulla ..

credo dai tempi della culla.

E mi rivedo ragazzina ..

era duro alzarsi ogni mattina

quando le amiche dormivan fino a mezzogiorno ..

io alle cinque affrontavo il mondo.

IL LAVORO NOBILITA L’UOMO ..

diceva quel padre bello

dal cuore buono.

E così andavo avanti

a denti stretti e muso duro ..

inconsapevole del mio futuro.

Tanti i miei cambiamenti ..

di pari passo con i tormenti.

Ho perso due anelli della mia catena

smarriti come monete ..

nella rena.

Quel babbo buono dolce e onesto

ingoiato dalla notte troppo presto

quel fratello bello e aitante

è l’altro mio cerchio mancante ..

Son cose che ti segnano per sempre

non le cancelli mai ..

dalla tua mente.

Poi finalmente arriva l’alba chiara

e della notte resto ignara

guardo mia figlia bella come il sole

e splendide ..

scorrono le ore.

Poi però tornerà ancora notte

e so che col passato ..

farò di nuovo a botte

 

 

DISTRATTA