ATTESA

Open day

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Sì, latitante. 

Ermeticamente chiusa (tra le cosedistratte) ma la finestra è spalancata, anche se fa un po’ freddo. 

Perché c’è la brezza del mare a profumare la stanza.  

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E comunque domani sarò là. 

DIS.

E distratta prende il volo.

“Il mio desiderio è fuggire.
Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo.
Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo. Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni.”

da “Il libro dell’Inquietudine”
di Fernando Pessoa.

Il più bel suono (déjà vu)

Il più bel suono

era la tua voce al telefono.

Stavo seduta sul mio sgabello

fino a quando

non arrivava la telefonata successiva,

che giungeva (puntualmente) poco dopo.

Era un momento speciale

quel mio attendere.

Conservo ancora il posto

che rammenta quel caffè preso assieme.

L’odore di nuovo

l’eco della tua risata

le dita belle che mi donavano quel biglietto.

Quel suono adesso non c’è più.

E ancora mi manca.

DISTRATTA ©

FOTORACCONTO_ L’ATTESA

 

Bell’e Distratta sei

toscana e fiera

occhi di luce e mare dietro il vetro.

Che d’ogni volta troverei maniera

di esprimerti la stima e l’amicizia.

Musa confusa e triste tante volte,

ma dell’abbraccio tuo

porto il ricordo

come del bacio andato chissà dove

distratto anch’esso a prender viso e forma.

Ed è la forma tua d’albe d’incanto,

talvolta penso a cosa stia facendo

ma della cicca e di quei tre scalini

amo aspettar che si palesi il sogno.

Così ora so che un dì ci rivedremo,

migliorerò il dialetto,

so che non è un difetto e sorridemmo,

e come sorrider vorrei sempre avere in mente

il viso tuo di guance belle.

Tienimi stretto a te,

raccontami di belle e brutte cose,

come di viole e rose e quel progetto

di tinteggiare il mondo con la tua arte.

Torna Distratta a me.

Sarò contento

e non m’importa il tempo 

dove o quando.

So che ti avrò con me di nuovo a fianco

a colorar bianche notti e risa!

 

Marco Vasselli per Distratta

2012

© Tutti i diritti sono riservati 

SILENZIOSAMENTE

Silenziosamente, per te.

 

 

 

 

A te si arriva solo attraverso te.

Ti aspetto.

Io sì che so dove mi trovo,

la mia città, la via, il nome

con cui tutto mi chiamano.

Però non so dove sono stata con te.

Là mi hai portato tu.

Come avrei imparato la strada

se non guardavo nient’altro che te,

se la strada era dove tu andavi,

e la fine fu quando ti sei fermato?

Che altro poteva esserci

più di te che ti offrivi, guardandomi?

Però adesso che esilio,

che mancanza,

e lo stare dove si sta.

Aspetto, passano i treni,

i destini, gli sguardi.

Mi porterebbero dove non sono stata mai.

Ma io non cerco nuovi cieli.

Io voglio stare dove sono stata.

Con te, ritornarci.

Che intensa novità,

ritornare un’altra volta,

ripetere mai uguale

quello stupore infinito.

E fino a quando non verrai tu

io resterò sulla sponda

dei voli, dei sogni,

delle stelle, immobile.

Perché so che dove sono stata

non portano né ali, né ruote, né vele.

Esse vagano smarrite.

Perché so che dove sono stata con te

si va solo con te,

attraverso te.

 

 

 

(Pedro Salinas)

 

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A TE SI ARRIVA

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Silenziosamente, per Te.

 

A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che so dove mi trovo,
la mia città, la via, il nome con cui tutti mi chiamano.
Però non so dove sono stata con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient’altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fu quando ti sei fermato.
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi?
Però adesso che esilio, che mancanza,
e lo stare dove si sta.
Aspetto, passano i treni, i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stata mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stata.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità, ritornare un’altra volta,
ripetere mai uguale quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda
dei voli, dei sogni, delle stelle, immobile.
Perché so che dove sono stata
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché so che dove sono stata con te
si va solo con te, attraverso te.

(Pedro Salinas)

 

L’ ATTESA

 

ATTESA 

L’attesa non si placa.

Il suo crescere 

amplifica queste notti

inaridendo ogni frenesia.

Si dilatano i pensieri

attecchiscano le parole

echeggiano le cose dette

e quelle non dette.

E’ un’attesa martellante

che ripetutamente

si scaglia appiccicosa

tra questi occhi e il cuore.

Infinitamente irritante e molesta

ingurgita le mie ore

intralciando il sorriso e la vita.

E l’attesa, non si placa.

 

DISTRATTA