ARTE

TENERO COME L’AZZARDO

 

Quando mi sento soffocare

è il tuo tiepido respiro

tenero come l’azzardo

ad abbracciarmi

sospirandomi sul destino

come un refolo lontano.

Nel vuoto intorno

niente si ode.

E mentre affondo il capo

tra le carni ripiegate

la mente
 ricorda ancora

i misteri che offusco al mondo.

Pigramente nel silenzio

il cuore avverte

(un battito alla volta)

che il dolore

come seme in terra brulla fiorisce.

 

 DISTRATTA

CHE AMICA SEI

 

A Dis.

 

Quando sei quietamente immersa nel tuo laboratorio, di notte,

sembri un angelo
 e chiedo al sole di rimandare l’alba.

Se avessi la sfera magica, farei di te l’onda 
perfetta e del mare il tuo  

mondo.

Tu sei quella che io non sono.
 Sei l’abbraccio.
 Sei quel sorriso in me  

sfiorito.
 E se io fossi il mare, ti terrei sull’isola delle Speranze
e guarirei le  

tue ferite. Se fossi Arte, farei di te una statua d’avorio e rame.


Plasmerei le tue rughe, toglierei quel solco di dolore 
e farei de te l’icona  

dell’amore.

Se irrimediabilmente scendessi nelle piaghe degli inferi
 farei del fuoco solo  

ghiaccio per render fresca
 quella tua malinconia.

Sei nata dal dolore,
sei cresciuta nel nome dell’amore,
sei cosparsa di ferite,


sei TE che sorreggi me. Sei amica mia e oltre.

Tu SEI mare.

E niente di più bello 
questo mondo ha regalato mai.

 

Vento

http://semprevento.wordpress.com/

TUTTI I DIRITTI SON RISERVATI

IO, TE E GAUGUIN

 

Come un flashback ricordo Roma e quella galleria. Si e no un centinaio di opere. Finalmente le sue. I dipinti, gli schizzi e quei busti testimoniavano il tratto così raffinato, lieve, delicato. Spiccò in me immediatamente quel suo magico vagheggiare. Il richiamo alla cultura, gli infiniti mutamenti di quella pittura diluita all’esotico, così colta e così diversa. Inconsapevolmente mi trovai a ripercorrere astrattamente quell’infinito paradiso e quell’idea di assenza… Come un flashback, oggi ricordo cos’è l’emozione e ancor di più l’eccitazione.

E la conseguente percezione di vuoto.

 

 

DISTRATTA 

.

CAOS

 CAOS 

 

Rimpatrio al mio scoglio. Adesso.

Riafferro quello che mi appartiene. Da sempre.

Ritorno al mio mare in tempesta

alla mia sabbia fine

ai miei jeans

alla pace che regna sovrana

e alle mie notti bianche..

consumate tra sigarette e pensieri mai spenti

immergendomi tra i miei tramonti silenziosi

e i colori delle mie tele accese.

Riconsegnandomi al mio unico mondo

e al sorriso di mia figlia.

Unica linfa vitale

di tutto quel caos 

che io sono.

 

 

 DISTRATTA

 

 

EDWARD HOPPER

 

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La grande popolarità di Hopper deriva tanto dal suo stile, quanto dal suo atteggiamento verso i soggetti. Le sue figure sono imprigionate nel posto che occupano perché diventano parte della composizione generale del quadro. Figure che non hanno capacità di movimento indipendente e che sembrano sopraffatti dalla società moderna, incapaci di rapportarsi psicologicamente agli altri e che, con gli atteggiamenti del corpo e i tratti facciali, denotano di non avere mai una posizione di autorità. 

Hopper-lleno

Inoltre predilige immagini urbane o rurali, immerse in un silenzio, in uno spazio reale ma che allo stesso tempo sembra metafisico, comunicando allo spettatore un forte senso di estraniamento del soggetto e dell’ambiente in cui è immerso. I colori sono brillanti, ma non trasmettono calore.

hopper_07_ok

La scena è di solito deserta; nei suoi quadri raramente vi è più di una figura umana, e quando ve n’è più di una, quello che emerge è l’estraneità dei soggetti e l’incomunicabilità che ne risulta.

Accentuando la solitudine.

 

 

DISTRATTA

 

 

BREZZA DI VITA SEI

 

Bella come le onde del tuo mare

Vera e verace come della tua terra la fattezza

E notti e risa e il viso dentro al blu

d’un cielo piombo e argento e bella luna.

Ed il poeta ride,

ride e fuma assieme a chi dell’arte sa il sapore

Parlar di guerre emozionali o il cane

Parlare quando le cose vanno male

Ridere se va bene sempre assieme

Come Ginger e Fred su d’una luna che mi ricorda quella poesia

Che più ora non so se sua o mia

Perché nell’anima d’entrambi la parvenza.

Notti distratte e ventisettemila sigarette

Ed il caffè che a fiumi scorre e ride

Di quel castano intenso iride il sogno

Come i suoi occhi belli ed incantati

Per me soavi li talvolta

Anche quando incazzati

Tornare a ridere  

del riso d’una bimba.

Giorni distanti ma sempre fieri d’esser quel che si è stati

E quello che dentro resta

Fiore ginestra e grappoli di un’uva

Su d’un toscano paesaggio antico

Ed io per lei l’amico

Che sui suoi colli passerebbe il tempo

Come a passar di vento e di stagioni

Ma infondo solo un tempo immenso smisurato

Dove ci sono stato senza lei

Ma se con lei sarà di meraviglia.

Vino bottiglia piena o mezza vuota

Se mezza vuota l’abbiam bevuta insieme

Rosso rubino di labbra e donna e intense sensazioni

Tra onirico ed ironico l’incontro

D’un paradiso come che di John Lennon fosse stato

Senza bandiere senza più confini

E stare a rider sopra i suoi tre gradini

Che scesi portano il mare e l’isolotto

Dove giacemmo su una spiaggia a giorno

Che fa d’un giorno un sole e barche e mare.

Distratta vita vai che sempre attenta

Che sa di morte e torna di risate

E greve e breve diventa con lei miele

E braccia al cielo e voglia di libertà.

Miracolo che è lei

Carezza e vento

Che al vento porta la carezza cara

E il vento d’un deserto sconfinato

Diviene oasi e mi fa stare bene

Come che corre il sangue nelle vene

Ebbro ricorda che son vivo e muoio

Ma della gioia immensa

è una bellezza !!  

 

MARCO VASSELLI

per DISTRATTA

TUTTI I DIRITTI SON RISERVATI