alba

Ho vissuto

 

 ABBRACCIO

 

Vicino al mare questa notte ho vissuto con te.

Tra il piacere e il torpore

tra la fiamma e la pioggia.

Forse il mio sogno ti inseguiva

quando ancora non esistevi.

Quando senza percepirmi

viaggiai al tuo fianco

e i tuoi occhi inseguivano

ciò che ora

ti do a cuore aperto.

Questa notte ho vissuto con te

mentre il tuo braccio mi accerchiava le spalle.

Neppure il sonno e nemmeno il buio

sopportavano di dividerci.

E svegliandomi

accogliere il tuo bacio

bagnato dall’alba

come se mi arrivasse

da questo mio mare

che sempre mi circonda

 

 

 

 

NEL SILENZIO

Sento il tuo odore su questa pelle ormai snervata. Nei miei occhi, colmi di te, la luce è fuggita via. Respiro della tua aria, ed è per questo che ancora son viva. Nel silenzio di queste voci ascolto quelle parole dette e non capite. Paura ne sento fin troppa ma non esiste nulla che riesca a farmi smettere. In questo tramonto io vivo, in quello di ieri sarei voluta solo morire. Di notte, mentre cammino distratta, vorrei sentire solo la tua bocca  e nel buio mi sfamo di quei sorrisi che mi offri di giorno. Se non in questa, in un’altra vita le nostre anime staranno assieme e potrei svanire dalla tua vita anche tra qualche ora, ma mai potrò cancellarti dalla mia. Sei quella luce che scatena l’alba nuova. Sei quell’angelo che vive dentro di me. 

 

DISTRATTA

LUCIDA SOLITUDINE

IL GRIDO, Giorgio ButiniIL GRIDO. Scultura di Giorgio Butini

 
 
Al risveglio
distesa al buio
il mio pensiero fluisce come acqua
ma s’intorbida
appena mi alzo.
La brutalità del giorno
disperde
l’accurata chiarezza
che mi appartiene di notte.
Il torpore dei miei cari mi assicura la lucida solitudine.
Di giorno le persone
son muri che mi scindono
impedendomi di udire
ciò che ascolto di notte:
la voce del mio cervello.
Tu ed io conversavamo di notte.
Col solo limite dell’alba.
E gelidamente statica
ogni notte
ancora ti ascolto.

 

DISTRATTA 2010

 

ARABA FENICE

 

Ti ho sognato Marco.

Eri incantevole e vero.

Accantonando questa notte

i tuoi soliti silenzi

ti sei concesso in questo sogno

come mai avevi fatto.

Abbandonando i timorosi sorrisi

che portavi addosso

come un’araba fenice sei risorto dalla tua cenere

nel buio di queste ore,

costantemente presente e vivo

ancora una volta

per rivelarti a me

come poche volte c’è stato concesso

da questo tempo prepotente e spiccio.

Riconciliato

con la sorte avversa

che divenne padrona di te stesso.

Giocoso e leggero

hai guidato il mio risveglio trasportandomi

inconsistente

verso l’alba che sorge.

 

 

 

 

 

DISTRATTA

SOGNO LUCIDO (déjà vu)

Mi alzo all’alba di questo nuovo giorno e mentre il fumo del mio caffè s’impasta, con quello della prima sigaretta, mi appoggio alla finestra. Riflessa nel vetro, intravedo la mia immagine e non c’è nessuno, vicino a me, a osservare questo chiarore. Il buio, che fino a un istante prima avvolgeva, come un manto scuro, la spiaggia, ora si straccia, si stempera, dissipandosi come fosse carta che incendia su un fuoco esile che va rafforzandosi a ogni respiro. Un fulgore inatteso mi afferra all’improvviso con tutto il suo infinito candore. Il sole mi ammalia ma i suoi primi raggi, ancora lievi, non riescono a scaldarmi il viso.

Come il pensiero di te accanto a me.

 

DISTRATTA

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LUCIDA SOLITUDINE

 

Al risveglio

distesa al buio

il mio pensiero fluisce come acqua

ma s’intorbida

appena mi alzo.

La brutalità del giorno disperde

la chiarezza notturna

che mi appartiene di notte.

Il torpore dei mie cari

mi assicura la lucida solitudine.

Di giorno le persone

son muri che mi scindono

impedendomi di udire

ciò che ascolto di notte:

la voce del mio cervello.

Tu ed io

conversavamo di notte

col solo limite dell’alba.

E gelidamente statica

ogni notte

ancora ti ascolto. 

 

 

 

 

DISTRATTA

 

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OGGI SEI

 

Ho sfollato l’erotismo di ogni cosa

smarrita  

nel falso tentativo

di variarne il tono.

Ti ho inseguito nell’alba che spunta

nel gemito che stanca

nella notte che insulta.

Oggi sei rimasto

un itinerante granello di rena

che mi s’impiglia tra le ciglia.

Sei finito

come finisce il giorno.

 

 

DISTRATTA

 

 

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COME UN FIORE

 

 

Così torno ad amare la vita

per tanto tempo mollata e assopita

come un fiore lasciato appassire

che attende la pioggia per rifiorire

Oggi prende importanza vitale

ogni cosa scontata e banale ..

Lascio nel letto un passato arrogante

mi guardo allo specchio

ma stamani meno distante

Abbozzo un sorriso

o forse una smorfia scorretta ..

mi gusto i sapori di un’alba perfetta

stimando di nuovo i colori

di un limpido cielo che sta solo

fuori

E poi finalmente annusare l’odore del

mare

contando le sue infinite onde chiare ..

Son piccoli passi a rilento

ma davanti a me

c’è tutto il tempo che mi spetta

senza metterci troppa fretta

per apprezzare ancora me stessa

Adesso io so ..

che il bello di questa mattinata

sta nell’amare ancora la vita

da me un giorno abbandonata  

 

 

 

DISTRATTA 

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SOGNO LUCIDO

 

Mi alzo all’alba di questo nuovo giorno e mentre il fumo del mio caffè s’impasta, con quello della  prima sigaretta, mi appoggio alla finestra. Riflessa nel vetro, intravedo la mia immagine e non c’è  nessuno, vicino a me, a osservare questo chiarore. Il buio, che fino a un istante prima avvolgeva,  come un manto scuro la spiaggia, ora si straccia, si stempera, dissipandosi come fosse carta che  incendia su un fuoco esile che va rafforzandosi a ogni respiro. Un fulgore inatteso mi afferra  all’improvviso con tutto il suo infinito candore. Il sole mi ammalia ma i suoi primi raggi, ancora lievi,  non riescono a scaldarmi il viso. 

Come il pensiero di te, accanto a me.

 

DISTRATTA

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