ADESSO

Open day

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Sì, latitante. 

Ermeticamente chiusa (tra le cosedistratte) ma la finestra è spalancata, anche se fa un po’ freddo. 

Perché c’è la brezza del mare a profumare la stanza.  

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E comunque domani sarò là. 

DIS.

Ovunque tu sia.

Ho creduto che non ce l’avrei fatta a rinunciare a te per sempre. La tua morte è stata una perdita devastante. Un dolore impossibile da sopportare. Ci ho messo tanto a elaborare. A comprendere. A fare i conti con la realtà. Fino ad accettarla, anche. Mi hanno aiutato. E’ così che lentamente son risalita babbo, ancora una volta. Non accetto ancora, però adesso comincio ad apprendere, che la tua vita è stata un dono d’amore che mi ha fatto crescere.

ciao babbo, ovunque tu sia.

 

B.

E distratta prende il volo.

“Il mio desiderio è fuggire.
Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo.
Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo. Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni.”

da “Il libro dell’Inquietudine”
di Fernando Pessoa.

Questo sottile dolore che sento

Non so perché’ mi ritrovo così spesso a cercare segnali di te. Osservo quella foto e mi perdo nello sguardo malinconico ma dolcissimo e incredibilmente profondo che ti appartiene. E mi vien di cercarti. Eppure so dove sei. Eppure so che non va bene ma è più forte di me. Succede da sempre. Ancor prima di conoscerti. Venivo silenziosa in punta di piedi a cercarti, a guardarti, pur non vedendoti. E adesso, come allora, mi ritrovo con questa strana sensazione. Voler sapere di te immaginando come vivi o quello che passi. Un giorno (lontano) ti dissi che la cosa più bella fu sentire quel tuo “ti voglio bene da morire”. Oggi lo confermo.

Ma ancor più bello è questo sottile dolore che sento che mi spinge a cercarti.

 

DISTRATTA  

VOGLIO

 

Voglio provare a sonnecchiare

ricavando quattro sogni

ancora da scoprire.

Voglio sorridere

rifugiandomi

nella certezza del mio tempo.

Voglio guardare l’orizzonte

spogliandomi

di questo vuoto dentro

che raggela ogni pensiero.

Superbamente voglio

solo

non aver più paura.

 

 

DISTRATTA

.

QUANDO SCOPPIA IL PENSIERO

IL TEMPO  scultura di Giorgio Butini 

 

 

 

E per assurdo scoppia il pensiero.

Un concetto impetuoso e insolente, spesso inconsistente ma ossessivamente accecante.

Come una forza irrefrenabile che non riesco a soffocare. Così.  

Come un pianto o un sogghigno. E improvvisamente sprofondano le armature,  

le protezioni si frantumano e le proiezioni si spaccano.  

Così, ciò che consideravo minuzioso e riflessivo, si sgretola.

Poi ricomincio.

 

DIS.

 

.

CAOS

 CAOS 

 

Rimpatrio al mio scoglio. Adesso.

Riafferro quello che mi appartiene. Da sempre.

Ritorno al mio mare in tempesta

alla mia sabbia fine

ai miei jeans

alla pace che regna sovrana

e alle mie notti bianche..

consumate tra sigarette e pensieri mai spenti

immergendomi tra i miei tramonti silenziosi

e i colori delle mie tele accese.

Riconsegnandomi al mio unico mondo

e al sorriso di mia figlia.

Unica linfa vitale

di tutto quel caos 

che io sono.

 

 

 DISTRATTA

 

 

A MANI DISCINTE

 

Sento lo sfiorami delle cose

che passano.

Ma non riesco ad abbracciarle.

Adesso.

Scavando la mia terra

a mani discinte

sento il coraggio amalgamarsi alla paura.

Mostrando fragilità

in abissi ortogonali,

i rischi vanno ad amplificarsi e moltiplicarsi.

Annaspando

in un mare raggelato

sento il cuore tuonare dentro

e riesco a percepire

il significato di vivere.

Adesso.

 

 

 

DISTRATTA