PENSIERI DISTRATTI

questa luna

Jackmax

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.E GUARDO LA LUNA,  MESTA E INCLINATA, COME LA MIA TESTA IN QUESTA SERATA.
 
ANDATA COME è ANDATA, NEI CONTRATTEMPI DI UNA VITA..
 
CERTO CHE è STRANO O IN FONDO SOLO UMANO,
QUELL CHE IN FONDO SAPEVAMO.
 
LEGGENDO I VERSI L’UN DELL’ALTRA MANO, GETTATI AL VENTO DEL DESTINO.. SEMPRE VERDI, COME AGHI DI PINO.
 
COME LA TUA ESSENZA SENZA CORPO NE PELLE, CHE RICONOSCEREI  TRA MILLE.
 
NEL SENTIERO CHE PORTA LA TUA CIMA ALLA MIA VALLE, DESIGNATI DA MEDESIME STELLE, NEI MOMENTI IN CUI SIAMO SOLI CON QUELLE.
 
PARLANDO ALLA LUNA ED ALZANDO LE SPALLE.
 
NEL TEMPO TI CERCO,  NELLO SPAZIO MI PERDI, VERSO COMUNI TRAGUARDI.
 
 NEI SOGNI CORRIAMO INCROCIANDO GLI SGUARDI..
 
..ED è SUBITO TARDI..
 
JACKMAX

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Quell’io, il me e l’eros

Il regno del tricheco psichedelico

Il volteggiarsi dell’animo si spande in un singolo istante

un unico fruscio nell’estasi di un semplice rumore di labbra

che si insaporiscono

dell’io dentro nascosto.

Vuoti i discorsi e gli spergiuri

senza rimorsi seduti ad aspettarti

a perdonarti con le mani in mano

e le sirene a cantare dietro ai vetri

stropicciati da quel grande grigio

che di pisciare non resisteva più.

 

I colori del mio umore

e quella solitudine delle scarpe accanto l’uscio,

l’ho chiamata empatia.

 

I segni sui calendari presi a calci spariranno

così le croci dei tramonti e dei miei vizi

fino al limbo che ci separa tutti

proprio lì sul precipizio

da quell’io

dal me

e dal mio eros.

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perché stare nel mio tempo è viverlo da dentro

 

 

Ti farei volare sulle onde sulla vita come un’altalena

e parlare pure con i pesci come una sirena.

Ti vorrei insegnare l’equilibrio

sopra un mare che è sempre tempesta

Per vivere il tuo tempo e starci bene dentro

Se ridi ora, sorridi, questo gioco è un gioco di equilibrio

devi solo farci un po’ la mano perché

stare nel mio tempo è viverlo da dentro.

Sorridi ora.

Ti direi: “hai ancora voglia di nuotare in questo mare?”

Aspettiamo l’aurora quando i più bei frutti saranno di tutti.

Ti farei volare sulle onde

sopra un mare che è sempre tempesta perché

vivere il tuo tempo è un equilibrio dentro.

(Litfiba)

VIETATO GIOCARE

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 Scritto da Legambiente

sabato, 04 Maggio 2013 12:37  

 VIETATO GIOCARE

Oggi e domani in tutta Italia Legambiente e molte amministrazioni comunali organizzano “100 strade per giocare”, con lo slogan “Via le auto e largo ai desideri dei bambini”. Questa manifestazione negli anni passati è stata organizzata qualche volta anche a Marciana Marina, il più piccolo Comune dell’Isola d’Elba e della Toscana, per salutare la primavera e far diventare i bimbi nuovamente padroni di strade e piazze abbandonando i videogiochi a casa. E’ stato anche da iniziative come queste che è partita la discussione che ha portato alla chiusura estiva del magnifico lungomare marinese al traffico.

Ma la giunta di centro-destra del Sindaco Andrea Ciumei quest’anno ha deciso di “celebrare” a modo suo “100 strade per giocare”: in Piazza della Chiesa e in Piazza Bonanno, due luoghi chiusi al traffico, uno dei quali, Piazza Bonanno addirittura inaccessibile alle auto, il Comune ha affisso dei cartelli che recitano: “DIVIETO di praticare giochi di qualsiasi genere sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito che possono arrecare intralcio e procurare danni”.

I bimbi giocherelloni ed intralcianti  verranno sanzionati con multe da 25 a 100 euro.

Il divieto sembra quindi esteso non solo alle due piazze “cartellonate”, ma a tutte le strade e piazze del minuscolo Comune con meno di 1.900 abitanti e con un territorio di cinque Km2 e sembra rivolto a difendere la “tranquillità” di qualche anziano e influente signore delle ville lungomare o di qualche esercente che ha paura che i bimbi marinesi infastidiscano con i loro giochi e i loro richiami qualche avventore.

Resta da capire come gli amministratori comunali intendono determinare ai vigili del Comune il possibile “intralcio”, poiché anche giocare a figurine seduti per terra intralcia.

Forse a questo punto la giunta comunale dovrebbe stendere una lista di giochi proibiti e dei giochi “calmi” (a quanto pare immobili) consentiti, gli esempi non mancano: ci pare che qualche cosa del genere sia stata fatta in passato da qualche regime sudamericano, nella vecchia monarchia assoluta islamica dell’Oman e nell’Afghanistan dei talebani.

Non si tratta certo delle torme di bimbi del baby boom degli anni ’50 e ’60 che invadevano il paese con giochi ormai dimenticati come “Cero cero la Cavalla di Montenero” o seminavano Marciana Marina di vetri rotti con la “Lippa” o con le pallonate di partite infinite, Marciana Marina è un Paese, dove bimbi ne nascono ormai molto pochi e nel quale le mamme hanno il problema di strapparli dai videogiochi e dalla televisione.

Inoltre è molto strano che in un Paese che sospende il suo piano anti-rumore per tutto il periodo estivo (cioè nell’unico periodo in cui c’è rumore) si mettano cartelli per impedire i giochi dei bimbi perché disturbano.

«Eppure – dice Umberto Mazzantini, responsabile nazionale isole minori di Legambiente e marinese Doc – Il comune di Marciana Marina sta facendo delle cose buone con le scuole ed i bimbi, come l’orto scolastico insieme a Slow Food e l’iniziativa di questi giorni sull’energia. Quei cartelli appaiono quindi ancora più incomprensibili e sciocchi e invitiamo il Sindaco e la sua Giunta a toglierli. Alla fine, si sta discutendo di qualità della vita e di futuro e il futuro di Marciana Marina è nei giochi dei suoi bambini. L’ambiente e lo stare insieme s’impara anche a scuola ma si praticano sudando, ridendo e piangendo nelle piazze e nelle strade dove si capisce la differenza tra virtuale e reale, dove si diventa comunità. Il Comune ci ripensi, faccia un regalo a bimbi e mamme: gli restituisca piazze e strade e tolga quei ridicoli divieti talebani».

Vorrei sapere quando ti ho perso

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Tempo fa ho musicato il testo di “Vorrei sapere quando ti ho perso”, una poesia di Joyce Lussu, poetessa fiorentina (1912-1998), scrittrice, partigiana, personaggio che ha lottato per la cultura e nella vita politica al fianco del suo secondo marito, della quale vi invito a leggere la biografia  (link su wikipedia:  http://it.wikipedia.org/wiki/Joyce_Lussu).  Desideravo davvero tanto poter utilizzare nel mio prossimo disco questa canzone e temevo le difficoltà tra diritti d’autore, richieste degli eredi e/o dell’editore. Finchè non ho conosciuto telefonicamente quest’ultimo, gentilissimo, e successivamente incontrato il figlio dell’autrice, Giovanni, che mi ha ospitato nel suo studio e col quale ho avuto una conversazione davvero piacevole, sul mondo della musica della scrittura e sull’evoluzione artistica in Italia. Mi ha dato il permesso per incidere la canzone nel disco firmandomi un documento e sono davvero felicissimo di questo perchè  tengo molto alla canzone e sono onorato, nel mio piccolo, di poter omaggiare…

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