L’APPELLO

MENTE? ASSENTE!

CORPO? ASSENTE!

VOLONTÀ? ANNULLATA. 

Certo, certo. Ogni ferita col tempo tende a cicatrizzare. Perfino il lutto. Nella depressione invece, c’è l’impossibilità di separarsi dalla persona scomparsa. E’ un monotono, ossessivo, farvi riferimento. E’ un continuo ritorno a un mondo perduto. Gli interessi sono bloccati. La vita si ferma. La ferita resta aperta, sanguinolenta e insanabile. Almeno finché, la malattia non è curata. La depressione è una malattia del cervello, arriva inattesa e imprevista. Arriva un giorno all’improvviso. Di colpo. E diamine che lo so. Oppure, senza un motivo comprensibile, si può insinuare piano piano, subdolamente. Lo so che vivere accanto ad una persona depressa o eccitata per settimane o mesi è molto difficile. Ed è molto difficile perché ogni consiglio, ogni provvedimento, ogni pungolo, cade nel nulla. Tutto resta o ritorna pesantemente come prima. Per questi motivi vivendo con un depresso ci si sente scoraggiati e frustrati ed è facile anche incappare nell’errore di prendersela con la persona depressa, incolparla per la mancanza di miglioramenti, perché “non vuole collaborare” … “non vuole fare”. E’ vero.

Ma cazzo, non vuole perché non può.

La depressione è una malattia che annulla la volontà. Ecco. E questo è il concetto di base che i familiari e gli amici devono tener presente, se non per capire (ma capire può solo chi l’ha provata) almeno per affrontare questa “incomprensibile” malattia.

 E non pensare che sia un turbamento da poco

Sentirsi rubare l’anima e anche il corpo,

Senza sapere dove vada

Chi la rapisce

E per quale motivo.

 DIS. 

   

Disegnato su Mac

di  MARCO TURONI

9 comments

  1. Come un romanzo

    di gioia malsana

    il ritratto della depressione

    è un turbamento …

    …Ci guarda dall’alto

    da sempre ,

    come noi guardiamo sempre

    in fondo a quel pozzo ,

    che resta

    sempre …

    pieno di …

    …LUNE…

    massimo..(Dolce serata Fanciulla abbraccio e bacio grandissimo .)

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  2. Capisco quello che intendi ed esprimi chiaramente. È lotta quotidiana che affronti quotidianamente con quella persona che diventa ingestibile e tu lotti, lotti con impotenza fino poi, a distanza di molti giorni (troppi), farti travolgere dagli eventi e da quella “cosa” che non ha più forme, né spazi né tempi. È difficile anche per chi è dall’altra parte, giorno dopo giorno ti senti pervadere dall’impotenza e dalla difficoltà di affrontare, non sai più cosa fare, ogni passo non è mai quello giusto. E poi capita che inizi a crollare, a perdere anche le tue basi e i tuoi piedi non sanno più dove andare e allora ti perdi e ti lasci in attesa di qualcosa che concretamente (sai bene) non potrà arrivare. E poi un poco alla volta quella “cosa” senza forma per certi versi inizia ad entrarti nell’anima e a quel punto (non per vigliaccheria) non c’è soluzione che non sia la separazione. È brutto, è una sconfitta ed è una devastazione che mi porto addosso. Ma non avrei potuto fare di più.
    Un abbraccio, vero.

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  3. Già…solo chi c’è passato sa che oramai l’equilibrio è possibile con il Rivotril… ed un amico o un medico o un familiare che non te ne parla non ti vuole bene! Ciao!

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