E’ scomparso il professor Mario Guazzelli

Fondatore della Psicologia clinica a Pisa ha lasciato il suo segno nel campo della psichiatria, della psicologia clinica e della ricerca neuroscientifica, animato da un profondo desiderio di conoscere la mente umana, che ha tentato di cogliere nella sua ricchezza, senza privilegiare un aspetto rispetto agli altri, e convinto che non potesse essere separata dal mondo naturale

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Ieri mattina è morto Mario Guazzelli, psichiatra, ordinario di Psicologia clinica all’Università di Pisa e direttore dell’omonima Unità operativa dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.

Mario Guazzelli, nato a Castagneto Carducci nel 1948, si è laureato in Medicina e specializzato in Psichiatria a Pisa. Ha svolto ricerca con il professor Irwin Feinberg, negli Stati Uniti, dove ha lavorato nel campo della Medicina del Sonno, e ha iniziato a coltivare l’idea che la psichiatria dovesse aprirsi alle neuroscienze, e arricchirsi della possibilità di un’indagine non soltanto del vissuto soggettivo, ma anche della fisiologia del sistema nervoso centrale. Nel 1991 ha avuto l’incarico di insegnamento per la prima cattedra di Psichiatria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa.

Convinto che “le neuroscienze avessero avvicinato il versante biologico a quello psicologico”, riteneva però che la dimensione psicologica fosse “l’invisibile” per definizione, e rifuggiva da tentazioni riduzionistiche: “misurare le attivazioni cerebrali non è vedere un pensiero, un’emozione, un’intenzione … la nuova frontiera neurobiologica ha aggiunto un elemento, non ha scalzato tutti gli altri, e soprattutto non ha sostituito la certezza propria dell’atteggiamento prescientifico rispetto al modo in cui l’individuo si percepisce”.

Mario Guazzelli ha lasciato il suo segno nel campo della psichiatria, della psicologia clinica e della ricerca clinica e neuroscientifica, animato da un profondo desiderio di conoscere la mente umana, che ha tentato di cogliere nella sua ricchezza, senza privilegiare un aspetto rispetto agli altri, e convinto che non potesse essere separata dal mondo naturale.

Per Guazzelli la mente è nel corpo, e avvertiva i filosofi che “se al limite si può immaginare un ‘atto’ cognitivo senza la partecipazione del corpo … senza il corpo la palpitazione d’amore che ci prende quando incontriamo o immaginiamo la persona amata o il disgusto che ci danno l’odore e la vista di un corpo in putrefazione non possono essere nemmeno concepiti”. Individuava quindi nelle emozioni l’anello di congiunzione tra mente, esperienza vissuta, e corpo, e allo studio della vita emotiva si è dedicato con passione sia nella ricerca teorica, che nella relazione, intensa, con i pazienti: “sono soprattutto le esperienze dei pazienti che fanno pensare e sollecitano la riflessione … dai loro vissuti abbiamo imparato ad apprezzare molte delle possibili coloriture che assume il mondo emotivo nella malattia”.

Guazzelli ha sostenuto con forza l’esistenza di una discontinuità tra l’esperienza emotiva fisiologica e quella patologica: “quando le emozioni si deformano … perdono la capacità di fornire orientamento al progetto esistenziale dell’agire. L’ira, la rabbia, il furore già per l’eroe greco erano cattivi consiglieri … il dialogo con il paziente non solo conferma la validità delle narrazioni mitologiche, ma ripropone ogni volta che gran parte della funzione psicoterapeutica consiste proprio nel rendere possibile la dilazione, nell’inserire una pausa tra sentire e agire in modo che l’emozione possa ritornare il motore di un’azione progettualmente fondata.” Credeva che il limite non fosse nell’intensità dell’emozione, ma nella perdita del valore adattivo dell’emozione, e riteneva che sia l’approccio neuroscientifico, che quello psicopatologico classico convergessero su questo punto.

Mario Guazzelli era uomo di pensiero e d’azione, capace di tenere le fila di tante esperienze diverse in ambito didattico, di ricerca, e clinico. Ha istituito e attivato il Corso di Laurea in Terapia Occupazionale, quello in Scienze e Tecniche di Psicologia della Salute e quello magistrale di Psicologia Clinica e della Salute di cui era attualmente presidente. Convinto della necessità di una riabilitazione precoce nei disturbi mentali, ha creato la Fondazione IRIS (Istituto per la Riabilitazione e l’Integrazione Sociale), con lo scopo di sviluppare programmi di riabilitazione individuali a partire dai risultati delle ricerche scientifiche. Ha creato, a Pisa, il centro di Medicina del Sonno, di cui era uno dei massimi esperti.

Era sempre impegnato, eppure quando riceveva una persona lasciava la fretta fuori della porta, ascoltava e discuteva con calore e ironia. E sapeva esserci anche quando non c’era, seguendo con attenzione il percorso dei suoi pazienti, dei suoi allievi, dei suoi collaboratori, e facendosi sempre trovare quando sapeva o intuiva che c’era bisogno di lui.

4 comments

  1. L’umanità nei medici…e ancor più nei professori del suo livello, è un fattore raro….se ne vanno sempre i migliori purtroppo.

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  2. Credo che l’averlo conosciuto di persona sia ora un motivo di cordoglio in più!
    Era pure giovane, una perdita ancora più difficile da accettare!
    Mi unisco alle ragioni per cui mi sembra tu lo ricordi con senso di smarrimento, perchè adesso sono sempre quelli che rimangono col vuoto ad aver bisogno dell’incoraggiamento!
    Un abbraccio particolare a te carissima Dis!

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  3. è con dolore che ho appena appreso della morte di un grande clinico e di un vero gentiluomo.
    Le mie più sentite condoglianze alla famiglia
    Giuliano H. Kurdoglu

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